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Come reagire alle rispostacce dei bambini in 5 mosse

Partiamo subito con un esempio concreto.
Ho un’amica che ha due figli davvero adorabili. Il maggiore, tuttavia, arrivato all’età di 10 anni, comincia a manifestare i tipici atteggiamenti da pre-adolescente, che comprendono anche il rispondere male, ogni tanto, ai propri genitori.
La scena è la seguente…
E’ sabato pomeriggio; vado a trovare la mia amica con il mio frugoletto di pochi mesi, quindi nel pieno della fase “innocuo angioletto”. Stefano, il decenne in questione, è stato invitato alla festa di compleanno di un suo amico e la madre sta per accompagnarlo, quando il figlio esordisce con un:
” Dai, mamma, sbrigati, mi devi portare alla festa subito, se no arrivo tardi!”.
“Io non devo portarti da nessuna parte, caso mai posso portarti. E poi ti sei dimenticato di chiedere “Per favore”!
“Sì, va beh, mamma, come rompi! Dai, muoviti!”
“Non mi muovo per niente. Visto che mi parli in questo modo, tu alla festa non ci vai proprio. Sono davvero offesa, Stefano”.
Urla e strepiti del ragazzino infuriato, apparente indifferenza della mamma, che non ha ceduto e alla festa non l’ha portato. Io, notevolmente impressionata. Un mito, la mia amica.
Questo episodio mi è tornato in mente quando ho letto un articolo che dispensava consigli su come reagire alle rispostacce dei figli.
L’atteggiamento della mia amica era stato praticamente da manuale 🙂
Dunque, secondo gli psicologi vanno innanzi tutto evitate lunghe discussioni e battibecchi, che non porterebbero a nulla.
Vediamo le mosse da compiere:
1. Dire chiaramente qual è il comportamento che non tolleriamo. Nel caso di Stefano, l’uso di “devi” e il mancato “per favore”.
2. Descrivere i sentimenti che il comportamento del bambino ha suscitato in noi: “Sono davvero offesa”.
3. Spiegare chiaramente le conseguenze che derivano da questo comportamento: “Visto che mi parli in questo modo, tu alla festa non ci vai”.
E adesso arriva la parte più difficile…
4. Mettere in atto il provvedimento, senza esitazioni.
5. Allontanarsi dalla scena.
Mettere in atto il provvedimento significa non portare sul serio nostro figlio alla festa, senza discutere con lui.
Ce la si può fare? Sì!
Ed è dimostrato che, di solito, basta essere fermi e coerenti una volta per evitare che episodi del genere si ripetano.
Se ci fermiamo a discutere con il bambino, i motivi per soccombere alla sua richiesta diventano infiniti e noi ne usciremo comunque sfiniti :-).
Ecco perché, una volta attuato il provvedimento, è bene allontanarsi dalla scena. Rimanere per vedere che cosa succede sarebbe un segno di debolezza e rischieremmo di rimettere tutto in discussione.
Allontanandoci, invece, il nostro messaggio è “L’argomento è chiuso”.
Tuttavia… se il bambino si dimostra sinceramente pentito e viene a chiederci scusa, avendo capito il motivo del nostro rifiuto, possiamo anche valutare la sospensione del provvedimento, chiarendo però che, se la situazione dovesse ripetersi, non ci saranno più deroghe.
Solo tu puoi sapere che cosa è meglio fare, per te e per tuo figlio, in quella situazione ;-).
Il fine è stabilire che nella nostra famiglia le rispostacce non saranno tollerate e le richieste formulate in modo poco gentile non saranno soddisfatte.
E’ dura fare il genitore, vero? 😉
A presto,
Adele

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