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L’autostima di una mamma

L’autostima di un bambino passa attraverso quella della mamma.
Come per ogni altro atteggiamento e comportamento, l’esempio dei genitori è lo stimolo migliore per far sì che i figli interiorizzino e poi ripetano quel modo di fare.

Credo che nel caso dell’autostima sia davvero fondamentale darsi da fare per essere d’esempio, vista l’enorme importanza che questa risorsa riveste nella vita di ognuno di noi. Certo che una mamma apatica, senza energia, pessimista, senza interessi nè obiettivi, onestamente, non riuscirà a dare un grande esempio, no?

L’autostima non è arroganza, non è presunzione, non è credersi migliori degli altri.


L’autostima è la percezione di essere persone di valore, uniche perché con conoscenze, esperienze e patrimonio genetico solo nostri, e per questo capaci di dare un contributo prezioso al mondo e alla vita.
L’autostima è sapere di avere le capacità giuste per affrontare le varie situazioni che ci si presentano.

Per essere noi stessi fino in fondo e arricchire il pianeta con la nostra unicità, però, è necessario avere un livello di autostima che ci permetta di esprimere al meglio tutto ciò che abbiamo dentro, e di sviluppare tutte le nostre potenzialità.
Sentite cosa dice dell’autostima La famosa psicologa e psicoterapeuta statunitense Virginia Satir:

In tutto il mondo non esiste nessuno che sia come me. Io sono io, e ciò che sono è unico. Io sono responsabile per me stessa, dispongo di tutto ciò che mi serve per vivere pienamente qui e ora. Posso scegliere di mostrare il meglio di me, posso scegliere di amare, di essere preparata, di trovare un senso nella mia vita e un ordine nell’universo, posso scegliere di migliorarmi, di crescere e di vivere in armonia con me stessa, con gli altri e con Dio. Sono degna di essere accettata e amata proprio così come sono, qui e ora. Io mi amo e mi accetto, io decido di vivere pienamente a partire da oggi.”
In sostanza, la mia autostima mi dice, o mi dovrebbe dire, che ho un valore intrinseco in quanto persona, che ho lo stesso diritto di tutti gli altri alla felicità e che possiedo una competenza personale che mi permette di affrontare ogni esperienza della vita.
Bellissima questa autostima, la voglio subito, mi verrebbe da dire.

Il fatto è che l’autostima è una realtà fragile e mutevole, che in certi momenti è al top, in certi altri tocca il fondo e spesso è solo un po’ stropicciata e ha bisogno di una bella cura ricostituente :-).
L’autostima è una piantina delicata, che ha bisogno di cure costanti, quotidiane, per crescere e mantenersi sana.
Ma che cosa possiamo fare in concreto, ogni giorno, per innaffiare la nostra autostima?
Ecco qualche idea:
1. Prenditi cura di te stessa, corpo e spirito. Dedica del tempo – ne basta anche poco – per sentirti carina, a posto, una “bella mamma” ;-).
Levati quella tuta bucata che indossi quando devi stare in casa e mettiti qualcosa di semplice, ma carino.
Metti un filo di mascara e copri le occhiaie, bastano davvero una manciata di minuti…
Prenditi cura anche dello spirito! Segui i tuoi interessi, leggi, parlane con i tuoi figli, frequenta magari un corso e coinvolgi la tua famiglia con il tuo entusiasmo. Non mettere da parte i tuoi sogni 🙂
2.  Combatti la procrastinazione, che è uno dei peggior nemici dell’autostima. 
Come?
Dandoti da fare! Smettendo di rimandare a domani ( e poi domani, e domani ancora…) quello che potresti fare subito. La tendenza a rimandare gli impegni denota una mancanza di autodisciplina, grande alleata dell’autostima. 
Quindi, se faccio subito quello che devo, la mia autostima migliora!
Non aspettare di trovare la motivazione giusta per iniziare, quella ti verrà man mano che procedi nell’azione. Non è necessario fare grandi proclami; basta farsi un programma, stabilire da dove cominciare  e decidere quanto tempo dedicargli, suddividendo il compito in fasi magari di 15, 30 minuti, e poi partire. 
Questo vale anche per le piccole cose; quando devo stirare, incombenza che detesto, scelgo dal mucchio solo i capi di cui avremo bisogno a breve termine e mi dò poniamo mezz’ora di tempo per portare a termine l’operazione.
3. Stop al vittimismo! 
“E’ tutta colpa dei miei genitori/del mio capo/ del mio collega!”
“Non sono stata io!”
“Non potevo fare diversamente…”
Prenditi le tue responsabilità e, invece di rimuginare sul problema, concentrati sulla sua soluzione, e su come puoi contribuire attivamente modificando un tuo atteggiamento o comportamento.

Direi che, per cominciare, c’è già abbondante materiale su cui riflettere.
Farà bene a noi stesse e ai nostri figli 🙂

A presto, 

Adele


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