Basta ai commenti inopportuni!


So bene di essere una mamma imperfetta. Ne ho la prova ogni giorno, quando m’impegno per comportarmi con i miei figli in maniera coerente con i miei valori, secondo i principi che ho deciso di applicare nella loro educazione: ascolta i loro bisogni, proteggili, dagli fiducia, incoraggia la loro autonomia, stabilisci limiti chiari e falli rispettare, non urlare, non minacciare, sorridi 🙂 …e qualche altro.
Mia madre dice che come genitori siamo troppo permissivi, i miei suoceri pensano che siamo troppo severi. Non sto dicendo che abbiano ragione o torto. Hanno semplicemente un punto di vista diverso dal mio, dal nostro – mio e di mio marito-.
Ognuno di noi due ha spiegato e spiega, se ce n’è bisogno, ai propri genitori qual è la nostra linea educativa e, per quanto mi riguarda, questo risolve il problema. Francamente, il fatto che genitori, suoceri e parenti vari non siano d’accordo su un certo modo di educare i miei figli, magari non apertamente ma con occhiatacce e sguardi sbigottiti, non mi turba più di tanto.
Non mi turba, perché so di non essere perfetta, ma sono davvero convinta di quello che faccio e vorrei fare con i miei figli.
Quindi, figuriamoci quanto m’importano le critiche o i commenti/sguardi taglienti di persone che conosco appena o non conosco per niente…però un po’ di fastidio me lo danno. Sì, perché davvero non capisco come mai la gente senta il bisogno di dire la sua riguardo a una situazione in cui, mi sembra chiaro come il sole, non dovrebbe impicciarsi.
E’ un po’ come la questione dei consigli non richiesti, con cui ti bombardano fin da quando hai il pancione. Hai presente? 😉
E a proposito del pancione, o della sua assenza, che dire di quelle signore – sì, di solito sono donne – che si rivolgono a qualsiasi donna sposata o fidanzata tra i 30 e i 40 anni, senza figli, letteralmente sgridandola perché ancora non ha bambini? “Ma dai, non è ora di fare un bel bambino? Cosa aspetti????”. La malcapitata, che magari ci prova da anni invano ed è molto stressata per questo, o che invece non ha nessuna intenzione di diventare mamma, non sa come rispondere. Insensibilità a livelli inauditi.
Ma facciamo qualche esempio di commenti inopportuni quando i pargoli ci sono…

a. Sono in giro con mio figlio, è quasi mezzogiorno e lui mi chiede un panino. Io non glielo concedo, visto che tra poco è ora di pranzo, e lui comincia la solita sceneggiata. In quel mentre arriva una simpatica signora che gli dice: 
La mamma non ti dà il panino? Che cattiva!” Mi limito a ripetere che è quasi ora di pranzo, ma le darei volentieri una testata.

 
   b. Il mio bambino poco più che duenne è saltato fuori dal passeggino e ora cammina accanto a me, che vigilo attentamente sulle sue mosse. Non appena il figliolo muove un passo in più allontanandosi da me, la signora che ci viene incontro, simpatica come la precedente, argutamente avverte il bambino: “Stai lì, se no vengono gli zingari e ti portano via!” Il bambino non sa neanche chi siano gli zingari, ma basta il tono a spaventarlo. Io sto zitta, per non diventare maleducata.
 
    c. In piscina, il figlio duenne inscena un capriccio colossale, perché ha deciso che non vuole uscire dagli spogliatoi, ma che, anzi, vuole nascondersi nel nostro armadietto. Gli chiedo cosa non va e come posso aiutarlo ma li non  i ascolta. Lo trascino fuori con (più o meno dolce) fermezza, lo rimprovero con un tono piuttosto alto e, per tutta risposta, lui alla reception si butta per terra, urlando come se lo stessero torturando. Cerco di rimetterlo in piedi con tutta la pazienza di cui sono capace e provo a calmarlo. Non funziona. Lui si ributta per terra, io lo lascio sfogare e sorridendo mi rivolgo al ragazzo della reception, che mi guarda un po’ basito, insieme a qualche altra mamma e alcuni membri dello staff della piscina. Saluto tutti con un sorriso e me ne vado, con il duenne urlante e in più il treenne al seguito, che fortunatamente, invece, è stato un tesoro.
Che cosa avranno pensato di me? Non mi interessa; e meno male che, se hanno dissentito, lo hanno fatto in silenzio 🙂.
Ecco, io credo che la chiave per affrontare queste situazioni stia nella forza della nostra convinzione.
Se sei sicura di ciò che stai facendo, se è coerente con i tuoi valori e se sai di farlo per il bene di tuo figlio, questi commenti non ti scalfiranno.
Se invece non hai ben chiaro come reagire ai comportamenti “problematici” di tuo figlio, e ogni volta finisci in un infinito tira e molla con lui, i commenti o anche solo gli sguardi degli altri non faranno che accrescere la tua insicurezza.
Che fare dunque? 
Fermati a riflettere, stabilisci una linea di condotta e vai dritta per la tua strada.
Gli altri? Guarda e passa ;-).
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A presto,
Adele

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