Perché le ricompense non funzionano.

ricompense 
Punizioni, ricompense. Tutti abbiamo provato almeno una volta a ricorrere a questi mezzi per bloccare o modificare un comportamento problematico di nostro figlio. Oppure per rinforzare un suo comportamento positivo.
 
Probabilmente, sul momento entrambe le soluzioni funzionano, ma sul lungo periodo? Si tratta di strumenti efficaci per impedire che il comportamento molesto si ripresenti o per trasformare il comportamento desiderato in una stabile abitudine? E per insegnare a nostro figlio l’autodisciplina?
 
Sembrerebbe proprio di no. Di punizioni abbiamo già parlato, oggi tocca alle ricompense salire sul banco degli imputati, e le accuse che rivolge loro lo psicologo Gordon sono varie. 
 
Prima di tutto, il metodo basato sulle ricompense non è pratico da applicare perché, per funzionare davvero, richiederebbe molto tempo e molte competenze “tecniche” da parte del genitore. Esattamente come il metodo basato sulle punizioni, insomma.
 
Gordon illustra in modo dettagliato una serie di problemi legati all’uso delle ricompense, che ci mostrano le difficoltà concrete a cui noi genitori andiamo incontro:
 
1. Per funzionare, la ricompensa deve essere assegnata subito dopo il comportamento desiderato. Se il momento in cui la si otterrà sembra troppo lontano al bambino, la ricompensa perde immediatamente valore.
 
2. La ricompensa deve rispondere a un reale bisogno o desiderio di tuo figlio. Deve essere qualcosa a cui lui davvero tiene, altrimenti non è una prospettiva attraente.
 
3. Perché una ricompensa sia efficace, tuo figlio non deve essere in grado di procurarsela da solo. Se, banalmente, gli prometto un biscotto che lui è perfettamente in grado di prendersi da solo – anche se non potrebbe farlo – la prospettiva non è poi così desiderabile per lui. 
 
Tra l’altro, più tuo figlio cresce e più diventa complicato – e magari anche costoso – promettergli ricompense davvero attraenti per lui, e che non sia in grado di procurarsi da solo!
 
4. Le ricompense devono essere considerate raggiungibili. Non promettere mari e monti, sapendo di non poter tener fede a ciò che dici.
 
5. Attenzione: un comportamento inaccettabile per te, può essere invece molto apprezzato e quindi ricompensato da altri bambini. A scuola, per esempio, se un bambino fa il buffone sarà rimproverato dall’insegnante, ma riceverà l’attenzione, il divertimento e l’approvazione dai suoi compagni e questo per lui vale di più.
 
6. E’ praticamente impossibile ricompensare tuo figlio ogni singola volta che mette in atto un comportamento desiderabile. Quando questo non avviene, ci vorrà più tempo affinché tale comportamento sia rinforzato.
 
Una particolare forma di ricompensa è la lode, un apprezzamento esplicito per ciò che il bambino fa ed è. Secondo Gordon, l’uso eccessivo delle ricompense e, in particolare, delle lodi, porta con sé effetti indesiderati che influiscono negativamente sulla crescita e sulla formazione della personalità.
 
In che modo?
 
In pratica, ricevere troppe ricompense e lodi può creare dipendenza e indebolire le motivazioni interiori di un bambino, che si comporterà in un certo modo solo per ottenere approvazione esterna. 
E’ abbastanza chiaro che questo meccanismo può causare problemi durante la crescita: se un bambino dipende troppo dall’approvazione e dalle lodi dei genitori, potrà trovarsi in difficoltà quando, crescendo, si troverà a dover prendere decisioni importanti e soprattutto autonome. 
 
In questo senso, la lode può addirittura arrivare a soffocare la fiducia in se stessi, tanto più essenziale quanto più manca l’approvazione esterna.
 
Naturalmente stiamo parlando di esagerazioni, di uso continuo e indiscriminato di lodi e ricompense, impiegate come metodo per tenere sotto controllo il comportamento dei nostri figli.
 
Tuo figlio va lodato e apprezzato, per quello che è e per i suoi costanti progressi, per aiutarlo a costruirsi fiducia e autostima, ma non per imporgli la disciplina.
 
Tra l’altro, se una lode non è sincera tuo figlio lo percepisce, pronto com’è a cogliere le vere emozioni che stanno dietro alle tue parole.
 
Riassumendo: le punizioni non funzionano; le lodi non funzionano.
 
Ci sarà pur qualcosa che può funzionare, giusto?
 
Nel prossimo post ti parlerò dell’alternativa principale che Gordon propone per influenzare positivamente tuo figlio, e che si è dimostrata utile davvero.
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A presto,
 
Adele
 
 
 
 
 

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