I limiti? Una bussola per i bambini

E’ da un po’ che non scrivo, per lo meno qui sul blog :-).

 
Nelle ultime settimane sono stata fagocitata da nuove ed entusiasmanti imprese tecnologiche, che mi hanno portato a usare programmi prima a me totalmente sconosciuti, ma per una buonissima causa: mettere a punto e preparare il lancio del mio progetto, che mi sta molto a cuore.
 
Mi sto rendendo conto che in certi casi è proprio vero che “se vuoi, puoi”. Mi sto cimentando con qualcosa che fino a pochissimo tempo fa mai avrei pensato di poter realizzare, e che, nonostante mi costi fatica, mi da tante soddisfazioni :-). 
 
Nel frattempo, insegno in una scuola media e mi confronto con preadolescenti sempre più complicati e spesso insofferenti, non senza ragione, ai tempi e ai modi della scuola tradizionale.
 
La loro insofferenza si dimostra spesso concretamente nei confronti degli adulti, compresi quelli che si impegnano a trattarli con il rispetto che, naturalmente, gli è dovuto. E gli adulti, non meritano forse rispetto?
 
A volte, durante l’intervallo, mentre percorro i corridoi mi capita di essere spintonata con forza da ragazzi che sfogano la loro voglia di movimento. 
 
Molti ragazzi non sono educati all’ascolto, alla riflessione pacata. Sbottano per un nonnulla, faticano a concentrarsi, mal sopportano i limiti a cui, inevitabilmente, devono sottostare nell’ambiente scolastico.
 
A proposito di limiti, vorrei citare Lina Sotis, giornalista e scrittrice. Sentite cosa dice:

Abolito l’uso del sì e del no. Tutto viene selezionato, vivisezionato, perché il bambino abbia la sensazione di no essere mai comandato, ma sempre compreso. Fiumi di parole seppelliscono l’infante che butta ripetutamente la palla su un anziano. Nessuna mammina ha il coraggio di dire”No”. Ma tutte la prendono alla larga: “Se tiri il pallone, la signora potrebbe farsi male, forse anche cadere, e allora la povera mamma la dovrebbe portare all’ospedale”. 

In questa eterna spiegazione dell’ovvio e dell’inutile, i bambini si sentono autorizzati a tutto. Altro che bambini: educhiamo papà e mamma. Un sano “sì” e un sano “no”non hanno mai fatto male a nessuno. Non addormentateli di parole”. 

Per quanto io sia convinta che la via da praticare con i figli non sia né quella della severità, né quella del permissivismo, ma quella dell’ascolto, credo fermamente che questo sia da intendere da entrambe la parti.

Ad ognuno di noi sta trovare il modo migliore per farsi capire, farsi ascoltare, per far passare il suo messaggio in modo efficace.

Fatto sta che i limiti sono indispensabili, se non vogliamo trovarci in casa – e a scuola – un ragazzino confuso e confusionario, infastidito e fastidioso.

E cerchiamo di fare in modo che il limite sia non come un cancello chiuso con il lucchetto, ma come una bussola, che aiuti nostro figlio a orientarsi e trovare da solo la strada 🙂
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A presto,

Adele


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