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Mamme imperfette in un mondo imperfetto

Insegno in una scuola secondaria di primo grado e stamattina, per la prima volta, telefono per chiedere un giorno per la malattia di mio figlio, 4 anni: ha la varicella ed è contagioso.


Chiedo che cosa devo fare e la segretaria mi dice che dovrò portare il certificato del pediatra e compilare una “domandina” in cui chiedo di restare a casa oggi, con relativa motivazione.  

Perfetto, se non fosse che per consegnare questi documenti alla scuola devo presentarmi di persona, al massimo domani, perché la domanda deve essere compilata a mano. Anche perché stare a casa comporta una riduzione dello stipendio.

“Bastano cinque minuti, ma deve venire di persona” mi spiega la segretaria, gentilissima, nulla da dire su questo.

Dunque: ho il bambino con la varicella, contagioso, e in questi giorni non ho chi me lo possa tenere, anche perché altrimenti oggi a scuola sarei andata.

E per dichiarare di non poter andare a lavorare, ci devo andare. 

In tutto questo mi sfugge qualche passaggio…

Chiedo se non sia possibile mandare il certificato per email o per fax, così come la “domandina”. La segretaria resta un po’ basita: bisogna andare di persona.

“Scusi, ma non posso uscire con il bambino e non ho chi me lo possa tenere, non posso venire di persona”.

Pare non ci sia via d’uscita.

E dire che io abito in un paese vicino, ma se abitassi a un’ora di strada dalla scuola?

Provo gentilmente a chiedere di nuovo se proprio non è possibile mandare il tutto via mail o fax. La segretaria cede e va a chiedere alla Preside. 

Mentre resto in attesa mi chiedo come sia possibile che esista ancora una burocrazia di questo tipo, complicata e ostile. Una burocrazia che sembra lanciarmi un messaggio: era meglio che tu avessi fatto i salti mortali per venire comunque a lavorare, non vedi che caos e che nervosismo produci stando a casa – un singolo giorno – con tuo figlio ammalato?

Ad ogni modo, la segretaria torna al telefono e mi comunica il messaggio della Preside: posso mandare tutto via fax, e quando rientrerò a scuola (martedì prossimo, perché ho un part-time e ora c’è il ponte del 1 maggio) compilerò la famosa “domandina” a mano, in maniera ufficiale.

Grazie al cielo! Però, che delusione, che amarezza e che nervoso mi sono presa.

Ma nel settore privato come funziona?

A presto,

Adele

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