Come fare complimenti e critiche ai bambini

happy sister hugging baby brother
Se sei un genitore che si occupa di favorire l’autostima di suo figlio, sicuramente sai bene che complimentarsi con lui è un buon modo per favorire la sua sicurezza interiore, la sua fiducia nelle proprie capacità.
 
Sai anche che perfino le critiche, se giustificate e fatte in un certo modo, possono essere un valido strumento per aiutare tuo figlio a conoscere meglio se stesso e a costruirsi un’immagine realistica di sé.
 
Se ci pensi, però, per fare un complimento spesso ci limitiamo a usare espressioni molto generiche come 
“Bravo!”
“Sei un grande!”
“Sei davvero intelligente”
 
Anche con le critiche rischiamo spesso di essere troppo generici, e di etichettare negativamente il bambino, dicendo per esempio:
“Quando fai così mi fai proprio arrabbiare!”
“Non sopporto questo tuo comportamento!”
“Sei un disastro!”
“Sei una lagna!”
 
E’ un po’ come quando ripetiamo a un bambino al supermercato “Fai il bravo!” oppure, a tavola,  “Stai composto!”.
Ma che cosa vuol dire “stare composti” esattamente? Che cosa pensi che capisca tuo figlio se usi questa parola? Probabilmente non molto.
 
Molto meglio sarebbe invece sforzarsi di fare complimenti e critiche onesti, diretti e soprattutto specifici. Un generico “Sei stato bravissimo!” di sicuro fa piacere a tuo figlio, ma non lo aiuta a conoscere meglio se stesso e i propri punti di forza.
 
Sforziamoci allora, almeno qualche volta, di fare apprezzamenti specifici ai nostri bambini.
 
Per esempio, davanti a un disegno possiamo essere generici e dire:
“Che bel disegno, vorrei proprio saper disegnare bene come te!”
oppure specificare:
“Questo disegno mi piace molto, hai davvero occhio per il colore e i dettagli!”
 
Davanti a nostra figlia con un bel vestito possiamo dire semplicemente
“Come sei carina oggi!”
oppure
“Sei davvero carina con quel vestito, il verde mette in risalto il colore dei tuoi occhi!”
 
O ancora, dopo la recita di nostro figlio a scuola potremmo dire, restando sul vago:
“Che bravo! Sei piaciuto a tutti!”
oppure
“Sono stato molto fiero di te quando ti ho visto recitare sul palco. Eri davvero convincente e hai attirato l’attenzione di tutti!”
 
Così come per i complimenti, possiamo usare anche le critiche in modo costruttivo, e far sì che i bambini ci ascoltino e assorbano con più facilità le risposte negative che gli diamo.
Dire “Il tuo disordine è insopportabile!” è molto vago e non aiuta a far capire al bambino cosa sarebbe meglio fare.
 
Meglio usare un messaggio in prima persona, come “Mi dà molto fastidio quando lasci vestiti e scarpe in giro per casa!”.
Un messaggio diretto, specifico, che non etichetta il bambino e che esprime i nostri sentimenti nei confronti della situazione.
Essere franchi e sinceri con i bambini, tra l’altro, li stimolerà a fare altrettanto con noi :-).
 
Riguardo alle critiche , ecco qualche altro consiglio:
1. Scegli tempo e luogo adeguati; per esempio, non prima di andare a dormire, o quando il bambino è stanco o, peggio ancora, davanti ad altre persone.
 
2. Se possibile, inizia con un’espressione positiva come “Ti voglio tanto bene, ma quando…”; “So bene che di solito t’impegni molto, ma ieri…”
 
3. Sii comprensivo, cerca di metterti nei suoi panni, mostra empatia per le sue difficoltà e i suoi sentimenti: “Anche io a scuola ero spesso in difficoltà e so come ti senti…”
 
4. Concentrati sul comportamento, non sulla personalità. Non dire “Sei il solito disastro!”, ma “Quando mangi fai un bel po’ di confusione…”
 
5. Fai una critica per volta. Sommergerlo di critiche ricordandogli tutte le cose che non vanno non servirà a nulla.
 
6. Dagli il tempo per esprimersi, per dare una valutazione su se stesso, tenendo conto che lui non è in grado di articolare i concetti come fai tu.
 
7. Non tirare in ballo altre persone, esprimendo la loro opinione sulla situazione “Se il papà lo sapesse sarebbe molto deluso…”
 
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A presto,
 
Adele
 
 
 
 
 
 

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