Il mio treenne in “Mamma, me lo compri?”

IMG_2932Da un paio di giorni Marco, tre anni appena compiuti, ripete a ciclo continuo il verbo “comprare“. Ogni argomento è buono per proporre di andare a comprare qualcosa, ogni pubblicità lo spinge a dire che vuole quel gioco o quella merendina…

Questa mania del comprare è esplosa di recente, e non dà cenno di placarsi. Già da un po’ di tempo abbiamo l’abitudine di fermarci davanti alla vetrina dell’edicola vicino a casa, che espone diversi giocattoli, e i bambini ogni volta indicano quelli che gli piacciono di più.
Per esprimere le loro preferenze li ho abituati a dire “Vorrei” al posto di “Voglio”, ma la sostanza non cambia e il ritornello del treenne da qualche giorno è: 
 
“Mamma, mi compri…?” o addirittura 
“Mamma, mi devi comprare…!”

Di solito faccio l’indifferente e dico che terrò presente i loro desideri per la prossima occasione di festa. Negli ultimi giorni, però, la  mia pazienza è messa a dura prova da un martellamento continuo, tanto che guardo il mio treenne  come fosse l’incarnazione del capitalismo, del consumismo, della mentalità materialista in cui siamo immersi…

Non posso fare a meno di chiedermi se ho sbagliato qualcosa.

Neanche fossi una maniaca dello shopping che ogni giorno torna a casa con borse e sacchetti, neanche fossi quel tipo di mamma che spesso arriva a casa con un regalo a sorpresa.

No, proprio no.Non sono nemmeno il tipo di mamma che usa le ricompense materiali come metodo per farsi ascoltare, se non in casi rarissimi, presa dalla disperazione.

Sul metodo ricompense/punizioni, tra l’altro, ho già espresso il mio parere.

E quindi? 

Sarà l’età? Certamente sento e vedo altri bambini comportarsi nello stesso modo, ma questo non mi consola.

Anche stamattina, al supermercato, è stato un continuo chiedere giocattoli a cui,  e ne sono contenta, sono riuscita a non cedere. 
Pazienza infinita.
Perché non ho ceduto? Nemmeno sulla macchinina da due euro? Perché credo che un bambino abbia bisogno di capire che “Non si può avere tutto”, tanto meno “Tutto e subito”!

Di certo un bimbo di tre anni è troppo piccolo per capire il concetto del denaro. Meglio, magari, rispolverare la pratica dello scambio dei giochi tra amichetti, per far sperimentare ai bambini che per avere un oggetto, un giocattolo per esempio, è necessario dare qualcosa in cambio.

Sta per arrivare l’estate e i classici “mercatini” dei bambini organizzati in cortile possono essere un’ottima idea. Noi di scuro lo faremo, il quattrenne già me l’ha chiesto.

Scambiare un gioco con quello di un altro bimbo è un modo semplice e immediato per far capire che ogni cosa “ha un prezzo” e che non si può avere tutto ciò che si desidera, esattamente nel momento in cui lo desideriamo.
Per un bambino il desiderio del giocattolo è talmente forte, che non riesce a controllarlo, e la frustrazione che deriva dal non ottenerlo genera quelle scenate a cui siamo abituati :-).

Tieni presente, però, che spesso la voglia di avere qualcosa nasce solo dal fatto di averlo visto in tv, o a un amichetto, e che non rappresenta un vero bisogno del bambino…D’altra parte, quante volte anche noi sentiamo improvvisamente l’esigenza di avere quel paio di scarpe, quella borsa che abbiamo visto indosso a qualcuno e che ci ha affascinato??

Insomma, come al solito ci vuole tanta pazienza e tanto buon senso.
Un regalino ogni tanto penso non faccia male, anzi, l’eccezionalità dell’evento lo rende ancora più gradito, no?
 
Io, però, non esagero. E tu come ti comporti?
 
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A presto,
 
Adele
 
 

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