Metti giù il telefono!

Daddy

Parco, una delle rare mattine di sole. Sono con i miei bimbi quando arriva un’amichetta del più grande, con il papà. Lei mi saluta con un sorriso e comincia a giocare. Il papà si siede su una panchina e tira fuori il cellulare, su cui comincia a digitare.

D’accordo, anche io uso spesso l’Iphone, e ogni giorno mi ripeto che dovrei guardarlo di meno, soprattutto quando sono con i bambini. Non posso lamentarmi, poi, se loro – in particolare il treenne – lo cercano e si arrabbiano se glielo nego. Fin qui siamo d’accordo.

Il papà in questione, però, abbassa gli occhi sullo smartphone e non li alza più. Letteralmente. Intendo dire che per tutto il tempo in cui sua figlia gioca al parco, lui non la degna di uno sguardo.

Dato che mi conosce, la bambina si rivolge allora a me. Mi mostra orgogliosa le sue acrobazie, mi racconta delle sue vacanze, dei regali che le ha fatto la nonna, mi fa domande a raffica. Io le dò retta e contemporaneamente cerco di controllare che i miei non si dedichino ad attività  troppo pericolose. Tutto sotto controllo.

Il papà, invece, non alza lo sguardo dal telefono, nemmeno un secondo!

Perché?

Siamo distratti, e schiacciati dalla routine. Non ci rendiamo conto che anche una semplice oretta al parco con i nostri bambini può essere un bel momento, un momento speciale, un momento da condividere.

La bambina forse è abituata, perché non si rivolge al papà nemmeno per un attimo, così come lui non si rivolge a lei.

Siamo talmente concentrati sulle cose da fare, che riflettiamo troppo poco su come potremmo essere, su come potremmo comportarci con i nostri bambini, per renderli ed essere noi stessi più felici.

Ci sentiamo molto social, e stiamo tanto lì a pensare a che cosa pubblicare, a come modificare la foto, a quali parole usare, che a volte ci dimentichiamo di chi è lì accanto a noi, e desidera – e merita – la nostra attenzione esclusiva.

Non dico certo di vietare lo smartphone al parco, però staccare gli occhi dallo schermo ogni tanto, giusto per vedere che cosa succede intorno a te, e che cosa sta facendo tua figlia, magari!

Io per esempio mi riprometto costantemente di dedicare momenti precisi al lavoro al computer, a casa, e immancabilmente sgarro, perché, tanto, “Ci metto 10 minuti!” E poi? Il delirio, perché i bambini non mi lasciano certo tranquilla a lavorare, naturalmente. Il loro punto di vista è completamente diverso dal nostro: “la mamma è qui e quindi può darci retta e giocare con noi!”

E non hanno torto.

Ed è per questo che cerco di lavorare all’alba, quando tutti dormono e io sono più fresca 🙂

Allora, meno telefono, computer e più attenzione…ce la possiamo fare? Tu che cosa ne pensi?

A presto,

Adele

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