25 idee per insegnare a tuo figlio la resilienza

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“Voglio quella macchinina!!!”

“No, niente macchinina!”

“Sì!”

“No!”

“Sììììììììììììì!”

“E va bene…vuoi la macchinina? Te la compro”.

Tuo figlio al supermercato vuole una macchinina da 2 € e dopo il tuo no comincia a fare una scenata. Cedi per evitarla e gliela compri. Ecco, in questo modo non gli stai insegnando la resilienza.

Che cos’è la resilienza?

È, in breve, la capacità di reagire alle difficoltà e alle sfide della vita, trasformandole in opportunità e andando avanti nonostante le delusioni e le frustrazioni. Si tratta di una risorsa indispensabile, insieme all’autostima, per crescere affrontando la vita a testa alta.

Una persona dotata di resilienza è una persona più felice. Vorresti aiutare tuo figlio a diventarlo?

In questo bell’articolo ho trovato ben 25 idee per farlo, nella vita di tutti i giorni. Scopriamole insieme:

1. Dai a tuo figlio la possibilità di provare a fare nuove cose, anche se ti sembra che siano troppo difficili per lui, dall’arrampicarsi al parco giochi all’aprire un barattolo.

2. Incoraggialo a rendersi utile agli altri e a “servirli”, per esempio dando ad altri bambini la precedenza quando c’è del cibo da condividere.

3. Fai in modo che tuo figlio impari ad aspettare con pazienza il suo turno, al ristorante o alle giostre per esempio, senza avere nulla con cui intrattenersi (tablet, videogiochi, cibo…)

4. Fai capire a tuo figlio che è molto meglio prendere buone decisioni che avranno effetto a lungo termine, anche se non sono le più semplici; per esempio mangiare cibo sano, anche se si impiega più tempo a prepararlo.

5. Non dare a tuo figlio qualsiasi cosa lui desideri – giocattolo, cibo, vestiti – soltanto perché “ce l’hanno tutti”.

6. Insegna a tuo figlio che le cose materiali sono soltanto “cose” e che non soddisfano il nostro desiderio di felicità. Incoraggialo, per esempio, a regalare periodicamente alcune delle sue cose ad associazioni benefiche.

7. Dagli modo di aiutare i bambini più piccoli di lui e di intrattenerli, per esempio sfogliando con loro un libro e mostrandogli le figure.

8. Insegna a tuo figlio ad affrontare le difficoltà e gli ostacoli, non a evitarli. Ripetigli ad esempio frasi come “Passerà anche questa” o “Le sfide ti rendono più forte”.

9. Fai in modo che tuo figlio mantenga un atteggiamento positivo verso i suoi impegni e i compiti scolastici, trovando un modo divertente di affrontarli.

10. Insegna a tuo figlio ad aspettare il pasto principale, senza mangiare snack in continuazione.

11. Raccomanda a tuo figlio di essere paziente quando il fratellino lo disturba nei suoi giochi, dimostrandogli che le relazioni sono più importanti delle cose.

12. Aiutalo a esercitare l‘autocontrollo riguardo all’uso degli strumenti elettronici, dimostrandogli che anche tu ne limiti l’uso a determinati momenti.

13. Permetti a tuo figlio di affrontare le diverse condizioni climatiche vestendosi in modo adeguato, invece di fuggirle.

14. Resisti alla tentazione di accorrere subito in aiuto di tuo figlio quando ha difficoltà nel fare qualcosa, per esempio vestirsi o mangiare. Lascialo provare da solo.

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15. Insegna a tuo figlio a non interrompere gli altri quando parlano e a rispettare il proprio turno.

16. Offri a tuo figlio molte occasioni per condividere le sue cose e il suo cibo con gli altri, insegnandogli a essere generoso.

17. Fai vivere a tuo figlio nuove esperienze che lo facciano uscire dalla sua “zona di comfort”, per esempio giocare con bambini che parlano un’altra lingua o assaggiare nuovi piatti.

18. Non cedere quando hai fissato un limite importante, riguardo per esempio alla quantità di tempo da trascorrere davanti alla tv, al tablet o a quanti biscotti mangiare.

19. Quando tuo figlio ha bisogno di trovare qualcosa, lascia che lo cerchi.

20. Insegna a tuo figlio il prima possibile a prendersi cura dei suoi abiti, dividendoli, mettendoli a posto, lavandoli a mano e stendendoli.

21. Incoraggia tuo figlio a fare del suo meglio a scuola, anche quando questo richiede qualche sacrificio.

22. Esigi che tuo figlio si prenda le sue responsabilità e svolga i suoi doveri, come rifare il letto, fare il bagno, dar da mangiare agli animali domestici, lavarsi i denti.

23. Insegnagli ad essere grato per ciò che ha e a trarre il meglio da ogni situazione.

24. Lascia che tuo figlio viva in pieno i propri sentimenti, anche quando sono dolorosi o difficili da sopportare, ripetendogli anche frasi come “Ogni sfida mi rende più forte”, “Dopo la tempesta arriva sempre il sereno”. Non sminuire mai le sue emozioni, ma aiutalo a riconoscerle e affrontarle.

25. Fai in modo che tuo figlio possa apprezzare maggiormente la sua vita incoraggiandolo a fare volontariato per associazioni benefiche, in cui possa rendersi conto che esistono persone che non hanno il suo stesso stile di vita.

Naturalmente, ogni bambino è unico e avrà bisogno di diversi strumenti, in tempi diversi, per imparare ad affrontare in modo efficace la vita e le sue sfide. Trovare un equilibrio tra il proteggerlo e il renderlo autonomo è un dovere di tutti i genitori, e un diritto per ogni bambino.

Che ne pensi?

A presto,

Adele

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Commenti

commenti

25 pensieri su “25 idee per insegnare a tuo figlio la resilienza

  1. luigia

    Ciao Adele sono una nonna, ti leggo sempre, curo un nipotino di 4 anni, due giorni la settimana e vorrei farlo nel modo migliore, il tuo blog mi è molto utile nelle varie situazioni,
    da mamma credo di avere fatto errori perché spesso cedevo alle loro richieste in particolare con il maggiore che era molto introverso, pensando di aiutarlo. oggi mi accorgo che è stato un errore.
    Complimenti per il tuo blog sei straordinaria.

    1. mammeimperfette Autore dell'articolo

      Grazie Luigia per le tue parole! Non sentirti troppo in colpa…come genitori commettiamo sempre degli errori e avere la consapevolezza che in alcuni momenti avremmo potuto fare meglio è già un bel passo avanti :-). Pensa piuttosto a tutto ciò che di positivo hai messo nella relazione con tuo figlio e a tutto quello che di bello puoi dare al tuo nipotino. Mettici tutta la tua attenzione e sensibilità, e buon lavoro!

  2. Pigi

    Bello… E quando il bambino così educato e così resiliente incontra il bullo della scuola cosa fa? Lo convince a non picchiarlo facendogli vedere la tessera delle Giovani marmotte? Oppure quella della Caritas?
    Alcuni dei 25 punti (che a me sanno tanto di catechismo) sono condivisibili, altri, lungi dal preparare un figlio alla vita, non fanno altro che nascondergli il fatto che, molto spesso, incontrerà qualcuno che gioca con regole diverse…

    1. mammeimperfette Autore dell'articolo

      È vero, prima o poi ogni bambino incontrerà qualcuno che “gioca sporco”, ma non per questo deve rinunciare a sviluppare la dote della resilienza, anzi. Dovrà di sicuro imparare anche qualcosa di più, questo è certo: affermare ciò che pensa e vuole fare in modo assertivo, senza usare il ricatto o l’aggressività e senza farsi schiacciare da chi lo infastidisce; dovrà anche saper chiedere aiuto a un adulto, se ce n’è bisogno. Credo che non ci si debba mai adeguare al comportamento di chi è scorretto o, peggio, aggressivo, con noi, ma che si debba reagire e mostrarsi a testa alta per quello che si è.

      1. marina

        prima o poi qualcuno dovrà cominciare. .. altrimenti ci saranno sempre più bulli bambini maleducati e irrispettosi di tutto e tutti. che ovviamente dovrebbero essere l’eccezione e nn la regola

        1. Giovanni Bonini

          Il bullo verosimilmente è proprio un bambino o un adolescente che non ha sviluppato la capacità di dominarsi, di applicare la volontà. I bulli sono soprattutto esseri insicuri, e l’esercizio della volontà è un ottimo sistema per aiutare la strutturazione emotiva del bambino, quindi di non cadere nel bullismo.

      2. Eftischia

        Buongiorno, condivido pienamente con lei…. E’ dura perché ti scontri con questi genitori che acconsentono qualsiasi cosa tutti i giorni. Poi si meravigliano quando vedono che la mia bambina e’ responsabile, dolce, creativa e studiosa. Ha 10 e mezzo e già sono due anni insieme a me che mette a posto le sue cose, dona ad altri bambini libri, giocattoli e vestiti. Si fa’ il letto la mattina prima di andare a scuola, mi aiuta a cucinare, a mettere la tavola… La domenica spesso prepara lei la colazione. Ha le sue regole con tutti i dispotivi elettronici, ed è una bambina felice ed equilibrata… Da piccola le ho insegnato ad avere un amore incondizionato per i libri, leggendole tante storie. Tutto questo però si scontra con questi bambini salvando la pace di alcuni, che vogliono essere a tutti i costi i primi schiacciando gli altri, usando solo l’aggressività e il non rispetto delle regole….
        Un saluto e continui a trasmettere positività nei sui articoli

    2. ADUA

      Quando il bambino incontra il bullo l’aver imparato ad essere resilente lo aiuterà nell’affrontare al meglio la situazione, un bimbo o ragazzo o adulto resilente, resiste nelle avversità meglio che chi piange e corre dalla mamma anche a 40 anni perchè non ha imparato ad affrontare la vita
      buona serata Adua

    3. haramis

      I bulli difficilmente se la prendono con chi ha fiducia in se stessi, un bambino educato in questa maniera secondo me non diventerà mai una vittima. E’ un concetto che difficilmente entra in testa alla gente, ma sia i bulli che le vittime spesso hanno analoghi problemi in famiglia.

    4. Silvia

      E’ banalmente come in natura.: tira il vento forte, la canna si piega. non si spezza; la quercia rigida e robustissima si spezza.
      In un incontro di puglato ci si prende a pugni con una strategia, vince chi ha la strategia migliore, non solo chi è il più forte.

      Queste “regole” allenano la persona a sapersela cavare nelle difficoltà
      (che, ricordiamolo, non sempre sono insormontabili: Quasi sempre, anzi, si dissolvono con la pazienza, il tempo, l’ardire e anche l’ardOre!,)
      non la rendono invincibile.

      Sono una maestra,, vedo bambini che “crollano” per cose di poco conto perché questa vita moderna li protegge troppo e non sono più in grado di cavarsela. Troppe lacrime per nulla e quando arriva il momento dove davvero con lacrime e coraggio si deve “combattere”, non c’è più energia e si “soccombe” subito.

      Questa è, naturalmente, solo la mia opinione…

      1. mammeimperfette Autore dell'articolo

        Silvia, anche io insegno e vedo ogni giorno ragazzi, anche bravi a scuola, molto fragili e insicuri, pronti a cedere dopo il primo fallimento. Allenarsi a superare la difficoltà è un passo fondamentale per vivere più sereni 🙂

    5. dora bertolutti

      porgi l’altra guancia, diceva uno ‘importante’, ma se tutti i genitori insegnassero queste cose, non ci sarebbero bulli, e’ nei genitori che dobbiamo trovare le ‘magagne’ e incoraggiarli a dare il nbuon esempio!

  3. Roberta

    Difficile che un bambino educato alla resilienza sia facile vittima di bulli, si parla di un’educazione che rende forti. Piuttosto faticoso x i genitori

  4. Gabriele Marasco

    Non sono daccordo sull’ultima affermazione, o meglio non lo sono parzialmente: il volontariato in senso astratto è una bella cosa, si acquisiscono tanti buoni valori. Nella realtà, nel voltariato, si annidano le peggiori serpi del nostro tempo. Nelle attività di volontariato vanno a “cercar fortuna” i soggetti più squallidi che si possono incontrare: profittatori, pedofili, ladri, malversatori, irrealizzati e via dicendo. Sono stato costretto a lasciar perdere vedendo quello che succedeva in una “associazione di volontariato”, ho provato con un altra, ma tutto uguale. Personalmente sconsiglio il volontariato a meno di un costante controllo da parte dei genitori.

  5. Elisabetta Paoletti

    La resilienza, è innanzitutto una proprietà fisica . Nell’essere umano la capacità di invecchiare naturalmente senza deformarsi in maniera patologica. Bambini più stimolati anziani più felici !

  6. damiana pelosi

    E un bellissimo articolo e un ottimo esempio da seguire! Io sono grata hai miei genitori di avermi insegnato tutto ciò e con questo insegnamento ho cresciuto i miei figli: non e facile seguire queste linee guida ma tutto questo fa la differenza! Forza genitori

  7. Monica

    Non voglio sminuire queste importanti fasi della crescita ma come si fa ad “insegnare” certe cose al proprio figlio quando gli si ripete costantemente e continuamente che è importante, per esempio, lavarsi i denti dopo i pasti e lui/le, anche se ne ha capito l’importanza, continua sistematicamente a non farlo? E così per tante altre cose!!! Dire “insegnagli” è facile ma poi metterlo in pratica assolutamente no.

    1. mammeimperfette Autore dell'articolo

      Hai ragione Monica, “insegnare” ai nostri figli non è semplice. Parli di lavare i denti e anche il mio grande (5 anni e mezzo) spesso si rifiuta di farlo. Alla fine mi sono resa conto che la strategia che funziona davvero alla sua età è quella del gioco, del divertimento e soprattutto dell’esempio; magari mi invento delle storielle sui denti, lo faccio ridere e mi faccio vedere lavarli io per prima, mostrandogli però comprensione quando non ne ha voglia, perché magari vorrebbe andare subito a dormire…quanta pazienza ci vuole!!!
      Credo sia così anche per la resilienza: tanti piccoli esempi quotidiani, tanta pazienza e voglia di stare e “fare” con loro, accompagnandoli nelle esperienze. Facile non è, ma sono certa che i risultati poi arrivano 🙂

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