Papà imperfetto: cosa faranno da grandi i miei figli

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Benjamin Disraeli scrive:

Il regalo più grande che puoi fare ad un altro individuo non è condividere le tue ricchezze, ma fargli scoprire le sue.

Questa frase, che ormai è diventata un noto aforisma, mi viene in mente spesso durante la giornata.

Il concetto può valere per chiunque e può aiutare chiunque. Come padre, penso che possa essere il più bel regalo che si possa fare a un figlio, aiutarlo a scoprire le sue ricchezze.

Come sempre, però, fermarsi a una lettura sterile e godere per pochi attimi del suo intenso significato non ci aiuta a perseguire l’obiettivo.

Cerco di mantenere costantemente un ascolto attivo nei confronti degli altri genitori e mi rendo conto che tutte le mamme e i papà desiderano il meglio per i propri figli. Chi non lo vorrebbe? Mi chiedo tuttavia se siamo poi in grado di tradurre le parole in azioni. La maggior parte di noi fatica di solito a trasformare la teoria in pratica, con azioni concrete ed efficaci.

E poi, qual è in concreto “Il meglio” per un figlio?

Io credo sia la possibilità di scoprire, sviluppare e impiegare al meglio le sue “ricchezze”, qualunque esse siano.

Spesso sento dire

Da grande mio figlio farà quello che vorrà

Giustissimo. Però, quali sono le condizioni in cui un figlio può davvero scegliere in tutta libertà ciò che desidera fare? In cui può davvero dispiegare tutte le sue ricchezze interiori?

Fin dalla nascita i bambini sono condizionati dall’ambiente in cui vivono, dalle persone con cui entrano in contatto, dalla qualità delle relazioni con loro e dalle esperienze che fanno. Tutto questo, unito al loro temperamento, influisce su ciò che i bambini faranno “da grandi”.

Le decisioni che i nostri figli prenderanno non saranno frutto del caso, ma nasceranno dal percorso che avranno fatto insieme agli adulti per loro significativi, che gli avranno fornito dei modelli, positivi o meno.

E tu quale modello vorresti dare a tuo figlio? “il mio” potresti rispondere. E cosa ci sarebbe di male se i miei figli diventassero uguali me? Niente, dico io.

L’importante però è chiedersi:

– La vita che sto vivendo è quella che vorrei?

– Il lavoro che sto facendo è quello che vorrei?

– Sto mettendo al mio servizio tutte le mie “ricchezze” e i miei punti di forza per godermi la vita?

– Vivo nella casa che desidero?

– Guadagno quanto mi merito?

e così via.

Wow! Ogni volta che mi faccio questa domanda è come se mi pugnalassi da solo; sono convinto però che sia fondamentale darsi una risposta, soprattutto se desideri essere per tuo figlio un modello positivo.

Se sei nella condizione di rispondere positivamente a tutte queste domande, complimenti! Sono certo che non sei una persona o genitore “fortunato”, ma un individuo che ha lavorato sodo per avere quello che ha, che ha pianificato e agito per ottenere certi obiettivi, e quindi sarai in grado di trasmettere ai tuoi figli un messaggio positivo e stimolante, rendendoli capaci di scoprire le proprie ricchezze.

Sarai in grado di sostenerli moralmente ed economicamente in tutte le loro decisioni, se ce ne sarà bisogno. È fondamentale avere la serenità famigliare e mi riferisco a ogni ambito – sentimentale, economico, culturale… – per potersi concentrare sulle proprie ricchezze intellettuali, fisiche e morali.

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E per chi non è in questa situazione?

Personalmente, ho stabilito che tipo di genitore sono oggi e mi sono posto l’obiettivo di chi desidero diventare per i miei figli. Nonostante nel complesso io sia grato ai miei genitori per il loro operato, non voglio accontentarmi di quello che ho imparato da loro e del modello educativo che mi hanno fornito. I miei figli sono persone con esigenze e desideri personalissimi, a cui so di dover rispondere in modo unico, senza limitarmi a riproporre vecchi schemi conosciuti e “automatici” per me.

Passo più tempo possibile con i miei figli – CON loro, non guardando la tv – . Ho scelto un lavoro che mi piace, mi soddisfa e mi permette di pagare le bollette. Curo un’altra attività che mi permetterà di avere entrate capaci di dare ai miei figli la libertà di scelta quando sarà il momento.

Stabilire l’obiettivo, pianificare le azioni e agire di conseguenza. Questa credo sia la strategia da seguire se vogliamo guidare in modo efficace il percorso di crescita dei nostri figli e aiutarli a tirar fuori il meglio di sé, le loro “ricchezze”.

Credo che una premessa fondamentale per essere un buon genitore sia credere nel potenziale dei ragazzi e saper sempre vedere i loro talenti, anche quando sembrano nascosti. Per scoprire e valorizzare i talenti devo però dar loro la possibilità di esprimersi, di “essere trovati”. Dare ai miei figli le risorse, gli spazi, i tempi per scoprire e sviluppare il loro potenziale.

Sono in grado di farlo?

Non lasciamoci schiacciare dagli eventi, ma reagiamo a ciò che ci accade e continuiamo a perseguire il nostro obiettivo, malgrado le circostanze.

I nostri figli vedranno in noi e interiorizzeranno l’attitudine giusta che li stimolerà a tirar fuori il meglio di sé, in ogni circostanza; e avremo fatto un ottimo lavoro.

E tu? Cosa fai per aiutare tuo figlio a scoprire le sue “ricchezze”?

Ciao!

Mirko

Commenti

commenti

2 pensieri su “Papà imperfetto: cosa faranno da grandi i miei figli

  1. Cecilia

    Ti ringrazio per quest’articolo che trovo stupendo perchè, ogni singola parola, la condivido!
    Da madre di due figlie, posso dire, di aver già da tempo cominciato a cercare le ricchezze nelle mie figlie, con grandi sacrifici, ma contenta per come sta procedendo il lavoro perchè, oggi, i loro talenti stanno emergendo. Ciò che più mi dispiace, è non vedere questa consapevolezza negli altri genitori perchè puntano soltanto sulla buona riuscita scolastica 🙁

    1. Mirko Mastrorilli Autore dell'articolo

      Ciao Cecilia, sono molto gratificato dalle tue parole e soprattutto condivido il tuo pensiero sulla scuola tradizionale. Nonostante io creda nell’importanza della formazione culturale la trovo troppo finalizzata a dare voti e giudizi, trascurando spesso di far emergere i veri talenti dei ragazzi.
      Per questo motivo è ancor più importante occuparci in prima persona come genitori di questo aspetto.

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