Come curare la nostalgia da neonato

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Ultimamente, con due bambini di cinque e tre anni e mezzo che crescono a vista d’occhio, soffro un po’ di “nostalgia da neonato“.

Sono ufficialmente uscita dalla faticosa e tenerissima fase 0 – 3 anni e mi ritrovo a pensare a quanto era bello avere per casa un piccolino che dipendeva in tutto e per tutto da te. Poi, ad un tratto, mi tornano in mente le giornate, e soprattutto le nottate, trascorse a soddisfare continuamente i bisogni del piccolo, senza sosta, in un turbine di poppate, pannolini, cacche, rigurgiti, notti insonni e anche tanti sorrisi e scoperte quotidiane.

I sorrisi e le scoperte continue tuttavia ci sono anche oggi e, quindi, perché rimpiangere quella fase? Una passione per l’autolesionismo? La voglia di sentirsi indispensabili per un piccolo esserino che adori e che ti adora?

Nelle notti insonni leggevo un divertente libricino regalatomi subito dopo il parto da due carissime amiche, “Filastrocche appena nate” di Simona Bonariva e ricordo che nella pausa tra una poppata e l’altra mi piaceva leggere soprattutto questa:

Poppate notturne

Alle undici hai mangiato e sembravi soddisfatto,

ma alle dodici sei sveglio, stai già urlando come un matto.

Io ti prendo, detto fatto, e tu succhi alacremente, per mezz’ora poi ti allatto,

sembri sazio finalmente.

Mi addormento sorridendo, ho nutrito il mio bambino,

di poppate me ne intendo, ma tu già fai capolino.

Che ore sono? Sembra l’una, impossibile, è mostruoso,

non puoi avere fame ancora, questo è troppo faticoso.

Ma ti prendo, non c’è scampo, e ti attacco nuovamente,

addio sonno, notte in bianco, non ci posso fare niente.

Poi miracolo, quietato, sembri proprio addormentato

e spossata mi distendo mentre già sto un po’ dormendo.

Dura poco la cuccagna, già ripigli con la lagna

e il sospetto ormai mi viene: tu vuoi il sangue delle vene!

Vampiretto rubasonno non puoi stare un po’ tranquillo?

Se non dormo non connetto, perché tu sei così arzillo?

Poi ti guardo e lo capisco, come mai non ti resisto:

indifeso, ma potente, non ti posso negar niente.

A questo punto è più forte la nostalgia da neonato o la paura di riaffrontare tutto da capo?

Tu che cosa ne pensi? Io ci sto ancora riflettendo… 🙂

A presto,

Adele

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