Felicità e disciplina, come coniugarle da 0 a 6 anni

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“Stabilire abitudini regolari per il bene del bambino: anche questa è disciplina.

Una parola che fa paura, soprattutto perché confusa con la dura imposizione, punizioni fisiche, autorità calata dall’alto e ingiusta, repressione.

E invece, la disciplina è al servizio della felicità di tuo figlio, perché gli permette di:

  • conoscere i propri limiti,

  • evitare i pericoli,

  • imparare a far piacere agli altri,

  • imparare a riflettere prima di agire,

  • vivere in un clima più armonioso ed equilibrato.

Non stiamo parlando di punire tuo figlio, ma di guidarlo. Stiamo parlando di indirizzare le energie di tuo figlio, che sembrano inesauribili, verso obiettivi positivi.

La disciplina, infatti, deve essere amorevole, cioè inserita nella relazione d’amore tra te e lui.

Come esercitare in pratica una disciplina amorevole?

Non urlando, sbraitando e dicendo continuamente “No”, con sguardo e tono arrabbiato. Proprio no.

Cosa fare, dunque?

  • Tieni un atteggiamento chiaro e fermo; un atteggiamento di guida, non punitivo.

  • scegli poche, semplici regole importanti (da tre a cinque) ed esigi che vengano rispettate, senza discutere e senza minacciare. Per esempio: in auto si sta sul seggiolino, si mangia a tavola, non si picchia nessuno;

  • rifletti su ciò che per te è tollerabile e ciò che non lo è; sorvola su alcuni comportamenti meno importanti e non pericolosi: se a tavola vuole usare il cucchiaio e non la forchetta, lascialo fare;

  • conserva un atteggiamento positivo: sii paziente, incoraggia, congratulati con tuo figlio per le sue conquiste.

  • fai capire a tuo figlio le logiche e naturali conseguenze delle sue azioni: “Se continui a lanciare la macchinina si romperà, e non potrai più giocarci”;

  • giudica sempre e solo l’azione e non la personalità del bambino. Quindi, non dirgli “Sei uno sciocco!”, ma “Hai fatto una sciocchezza!”, mantenendo la calma e senza colpevolizzarlo.

    Chiaramente, c’è anche da tener presente che, a questa età, ci sono dei limiti all’obbedienza dei bambini, che sono per natura curiosi, egocentrici, incapaci di mettersi al posto degli altri e di capire le loro esigenze.

    Ricordatelo, quando ti arrabbi con tuo figlio!

    A volte capita che, per il nervosismo, la stanchezza o la paura che i bambini si facciano male, l’amorevole disciplina vada a farsi benedire e la nostra reazione sia un tantino esagerata, con il risultato di esasperare la situazione.

    Ecco, in questi casi cerca di non spingerti troppo oltre, fermati in tempo, mettiti in “modalità ESC”, respira profondamente, cambia il tono di voce e l’espressione del viso.

    Ricordati sempre che l’adulto sei tu!

    Andrà tutto molto meglio.

    Puoi anche provare ad attaccare in giro per casa dei bigliettini che ti ricordano come comportarti quando è necessario intervenire con tuo figlio in fase capricciosa e ribelle.

    La disciplina va intesa come un modo per rispondere ai bisogni di tuo figlio, non per tenerlo sotto controllo; per questo è così importante praticarla fin da quando è piccolo.

    Il bambino che cresce in un ambiente di disciplina amorevole imparerà a esercitare l’autodisciplina, ossia ad agire in un certo modo perché guidato dalla propria voce interiore, e non perché costretto da qualcun altro. Ritengo che quest’aspetto sia fondamentale per saper perseverare e raggiungere piccoli e grandi traguardi, alimentando così la propria autostima.

    Attenzione, però! Tutto questo parlare di disciplina non vuol dire non prendere in braccio tuo figlio di 6 mesi che piange disperato, per paura di viziarlo.

    I neonati piangono per segnalare che hanno bisogno di qualcosa: hanno fame, sete, freddo, caldo, mal di pancia, vanno cambiati. O semplicemente vogliono sentire la vicinanza della mamma.

    Lasciare il bimbo in preda al suo dispiacere non è una buona idea e non gli insegnerà la disciplina, perché in realtà è una richiesta d’aiuto a cui dare ascolto.”

Questo post è tratto dal mio Ebook “Mamma, io valgo!”, in cui puoi scoprire come favorire concretamente, con semplici azioni quotidiane, una sana autostima in tuo figlio, la sua fiducia in se stesso, dalla nascita fino a 6 anni, con tante indicazioni pratiche per ogni fascia d’età: 0-9 mesi; 9-18 mesi; 18-36 mesi e 3-6 anni.

Di “Mamma, io valgo!” ho parlato in questa intervista su CheForte! 

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“Il successo dipende dalla fiducia in se stessi, dalla conoscenza delle proprie capacità e dalle molteplici possibilità d’adattarle”

Maria Montessori, “Dall’infanzia all’adolescenza”

E tu che cosa fai per l’autostima di tuo figlio? Condividilo con noi!

A presto,

Adele

Commenti

commenti

2 pensieri su “Felicità e disciplina, come coniugarle da 0 a 6 anni

    1. mammeimperfette Autore dell'articolo

      “Genitorialità dolce” mi piace Tiziana! Vero, il termine disciplina non è semplice da usare…in realtà credo che ciò a cui puntiamo tutti noi genitori sia sviluppare nei nostri figli l’autodisciplina, che come parola e come concetto richiama di più la convinzione personale e la libertà interiore di aderire ai nostri valori e di vivere mettendoli in pratica
      🙂

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