Come dire meno “No!” ai figli e vivere più sereni

mamme imperfette

Presto o tardi, tutti i bambini dicono “No, non voglio!”

È la classica lotta di potere che tradizionalmente inizia attorno ai due anni e che ha fatto nascere l’espressione “Terrible twos”.

In realtà, però, non devono essere per forza così terribili…almeno così sostiene Tim Seldin, il presidente della Fondazione Montessori 🙂

Le lotte di potere nascono quando sia il genitore che il bambino sono determinati a raggiungere uno scopo e nessuno dei due vuole cedere. Entrambi si sentono frustrati e minacciati. I genitori si sentono sfidati nella loro autorità; i bambini, invece, spesso si sentono impotenti, e tentano di affermare la propria autonomia e creare un equilibrio di potere nella loro relazione con mamma e papà.

Le minacce e le punizioni, in realtà, non sono strumenti efficaci per insegnare ai bambini come comportarsi. Quando i bambini sono arrabbiati o cercano di affermare la loro indipendenza, spesso fanno una scenata senza preoccuparsi di essere puniti.

D’altra parte, i bambini che vengono minacciati e puniti sono ansiosi di compiacerci e di riconquistare il nostro amore. Questi stessi bambini, quindi, potrebbero reagire bene anche ad altre forme di disciplina.

Disciplina, infatti, non significa punire, ma insegnare.

Le punizioni spesso producono un risultato immediato, ma raramente hanno un effetto di lunga durata e, inoltre, funzionano soltanto se la persona che viene punita ama e ammira chi lo punisce.

Cosa fare?

Insegna a tuo figlio a fare le cose per bene e sottolinea sempre le azioni positive, piuttosto che esprimersi con insulti e rabbia. Certo, non è sempre facile.

Soprattutto, evita di fare a tuo figlio domande a cui non è possibile rispondere, come “Quante volte devo dirti di…?”; la risposta più appropriata sarebbe “Non lo so, mamma. Quante volte devi dirmelo?” Se fai una domanda sciocca, sarà sciocca anche la risposta.

In sostanza, come fare a ridurre i “no” e i conflitti di potere in famiglia?

Ecco qualche consiglio di Tim Seldin, quindi in stile Montessori:

1. Dai a tuo figlio la possibilità di scegliere. Lascia che, quando è possibile, il tuo bambino possa decidere tra due alternative ugualmente accettabili: due completi, succo di frutta o spremuta, riso o pasta. Questo gli farà sentire di avere almeno un minimo di controllo sulla propria vita e avrà meno bisogno di imporre sempre la propria volontà.

2. Insegna a tuo figlio a dire “no” educatamente: “Mamma, non ho davvero voglia di farlo adesso.”

3. Ricorda la regola d’oro di Robert Heinlein per la famiglia: “La gentilezza e la cortesia sono persino più importanti tra moglie e marito, e tra genitori e figli, che tra perfetti estranei.”

4. Quando cedi, fallo con grazia. Spesso un compromesso permette a te e tuo figlio di trarre il meglio dalla situazione, senza esasperazioni.

5. Le lotte di potere possono diminuire dando a tuo figlio un certo grado di indipendenza e responsabilità, adeguati alla sua età. Questo lo aiuterà a sentirsi forte e “grande”.

6. Riserva il “no!” alle questioni davvero importanti, come le situazioni in cui tuo figlio può farsi male, far male agli altri o danneggiare qualcosa.

Prima di tutto, però, sii coerente. Se non sei in grado di rinforzare continuamente una regola, questa non dovrebbe far parte delle regole di base, inviolabili, della tua famiglia.

Meglio poche buone regole rispettate, che dozzine di divieti spesso ignorati, e che innescano poi inevitabili, e inutili, conflitti.

A presto,

Adele

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