Mamma multitasking? No, imperfetta

mamme imperfette

Se sei donna, e soprattutto se sei anche mamma, tutti pensano che tu sia una persona organizzata, che si districa abilmente tra orari e attività proprie e dei propri figli, e presumibilmente anche multitasking, capace quindi di svolgere più ruoli e compiti contemporaneamente: mamma, lavoratrice, casalinga, autista, cuoca, psicologa, crocerossina… in grado di lavorare mentre culla il bambino, di cucinare mentre lo allatta, di rispondere a una chiamata di lavoro mentre porta i pargoli in piscina.

E di fare bene tutto.

Se tutto questo significa essere multitasking, beh, lo sono anch’io, per forza di cose: ho due bambini, due attività, una casa, un marito molto impegnato e mille cose per la testa. È normale che debba pensare a più cose nello stesso tempo, che debba cucinare mentre preparo le lezioni per la scuola o scrivo un post o lavoro a un progetto, con in più i bambini a cui prestare attenzione.

È normale amministrazione.

Ma cosa dire dell’idea di efficienza che il termine multitasking comunica? Io, più che multitasking, mi sento confusionaria, decisamente imperfetta, con un occhio all’orologio e uno all’agenda, tante questioni da sistemare, e con la consapevolezza di non riuscire ad arrivare dappertutto e a fare tutto. Bene, per giunta.

Per esempio, provo una forte avversione per il dover pensare a che cosa cucinare ogni giorno e da mesi mi ripeto che dovrei stendere un planning per il menu settimanale, ma ci piazzo sempre davanti altre priorità e rimando, ben sapendo che mi semplificherebbe la vita.

Ho iniziato un ammirevole e salutare lavoro di decluttering, eliminando il superfluo da armadi e cassetti di casa, ma molto c’è ancora da fare e poco il tempo che trovo per farlo.

Ogni sera preparo i vestiti del giorno dopo per i bambini, ma qualche mattina mio marito trova due felpe invece di un completo.

Lavo e stiro e poi mi accorgo che manca all’appello proprio la camicia che serve a mio marito in quel momento, o i pantaloni per la corsa, o la maglietta di Spiderman che uno dei figli reclama disperatamente.

Porto i bambini a nanna alle nove, decisa a restare sveglia un altro paio d’ore, e poi crollo insieme a loro.

Decido di separare nettamente il tempo che dedico a lavorare da casa e quello da trascorrere con i miei figli e poi mi dico “Ma no, solo 10 minuti per controllare una cosa” e mi trovo imbrigliata in una situazione in cui né riesco a concentrarmi sul lavoro, né sui bambini.

Questo significa essere multitasking? Beh, a me basterebbe essere più efficiente :-).

Certo, ci sono giorni in cui tutto riesce bene, i tempi sono perfetti e l’umore pue, ma per gli altri che cosa si fa? Ci perdoniamo, impegnandoci però sempre un po’ di più a fare meglio?

Tu come fai?

A presto,

Adele

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