“Mamma, non mi ascolti mai!” ecco perché ce lo dicono.

mamme imperfette

 

“Mamma, voglio che ti siedi qui con me”

“Mamma, mi aiuti a fare questa invenzione con i Lego?”

Sono due domande che i miei bambini mi fanno spesso e l’altro giorno riflettevo su quali sono di solito le mie risposte. Ho cominciato a pensarci quando Fabio, 5 anni e mezzo, mi ha chiesto di sedermi con lui sul divano a guardare il suo cartone animato preferito e io ho dato un’occhiata al tavolo della sala, pieno di panni da piegare, e alla cucina, dove avrei dovuto cominciare a preparare la cena.

Sono rimasta indecisa per un attimo e poi mi sono seduta con lui, l’ho abbracciato e mi sono interessata alla storia che stava seguendo. Dopo una decina di minuti gli ho detto che avrei proprio dovuto preparare la cena e mi sono alzata, senza che lui si lamentasse.

Quei dieci minuti sono valsi ben più di un’ora trascorsa a dedicargli un’attenzione superficiale tra una faccenda e l’altra. Con questo non voglio dire che dieci minuti di attenzione sincera bastino a compensare la scarsa quantità di tempo che purtroppo molti si trovano a dedicare ai figli.

Non lo credo. Non credo che la qualità possa sempre compensare la quantità, per lo meno nel rapporto con i nostri bambini. Dieci minuti al giorno con loro, per quanto splendidi, sarebbero comunque troppo pochi.

Credo, però, che ci faccia bene riflettere su come trascorriamo il tempo con i nostri figli, tanto o poco che sia.

Quando un bambino che non riceve risposta dalla mamma le dice “Non mi ascolti mai!” dipinge come assoluta, nel modo tipico dei bambini, una situazione in cui di sicuro almeno una volta si è trovato. Ha ben presente come ci si sente quando non si viene ascoltati o ciò che si dice viene liquidato da mamma e papà con fretta e noncuranza.

Ce l’ha presente perché è una situazione in cui anche il genitore più attento qualche volta inciampa. Come sempre, quando questo nostro atteggiamento è saltuario, è un’eccezione, i danni sono contenuti. Quando, però, la superficialità diventa un’abitudine, ecco che si trasforma in un tratto che caratterizza il rapporto con nostro figlio; lui se ne rende conto e la cosa peggiore è che pian piano si abituerà, si rassegnerà, a questa situazione. A questo punto, potrebbe decidere di escogitare sempre qualcosa per farsi notare, di solito comportamenti che noi riteniamo negativi, oppure di chiudersi in se stesso per “non disturbare”.

Onestamente, non so che cosa sia peggio.

Non esiste una bacchetta magica per la serenità in famiglia, ma credo che dare ascolto e attenzione sincera sia un ottimo strumento per provare a ottenerla.

Quando mi siedo con i miei figli o gioco con loro anche se dovrei apparecchiare, stendere, cucinare, stirare o piegare i panni mi sento bene e noto subito che i bambini si rilassano. Rimandare di continuo il momento in cui dedicare loro attenzione è controproducente, fa crescere in modo spasmodico la richiesta di attenzione e l’agitazione del bambino.

Quando la risposta è “Un attimo, prima finisco di…” spesso purtroppo significa che l’attenzione che nostro figlio ci chiede in quel momento in realtà non gliela daremo mai. Aspetteremo che lui si distragga con qualche altra attività e continueremo le nostre faccende, perché pensiamo che siano più importanti o per lo meno più urgenti in quel momento.

Questo, almeno, è quello che mi vedo fare a volte, se mi osservo da fuori.

Il fatto è che poi, però, quando arriva il momento di sedersi a tavola, di lavarsi i denti o di mettersi il pigiama non ammettiamo tentennamenti nei bambini, minacciando apocalissi di varia portata se non si sbrigano a fare quello che gli abbiamo chiesto. Parlo di quegli stessi tentennamenti di cui, tra l’altro, noi per primi ci serviamo per non lasciare le nostre faccende e dare attenzione ai nostri figli.

Riesco a passare molto tempo con i miei bambini e forse proprio per questo mi accorgo di quanto a volte si sprechino le ore trascorse insieme.

Come? Secondo me, l’errore sta nel mescolare in modo approssimativo i tempi da dedicare alla varie attività. In pratica, non riusciamo a definire il tempo in cui dobbiamo fare una cosa o l’altra, non ci diamo delle priorità, e così ci troviamo a barcamenarci tra mille cose, con i figli che giustamente ci chiedono attenzione e a cui non sappiamo rispondere in modo sereno, perché siamo presi dall’ansia di non riuscire a fare tutto.

Con un po’ d’impegno, però, sono sicura che potremmo cavarcela molto meglio, nonostante gli imprevisti sempre in agguato :-). Che ne pensi?

A presto

Adele

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Commenti

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2 pensieri su ““Mamma, non mi ascolti mai!” ecco perché ce lo dicono.

  1. Giovanna Tallarico

    Hai davvero ragione! Anche per me è lo stesso..mio figlio è ancora molto piccolo quindi passo ancora molto tempo con lui, ma è normale che noi mamme siamo costrette a fare anche altro. Proprio in questi giorni abbiamo scoperto un nuovo cartone animato che stiamo vedendo insieme. Si chiama Leo il camion curioso, è molto educativo e stiamo imparando tante parole insieme. Lo consiglio a tutte le mamme che hanno i figli piccolini. https://www.youtube.com/watch?v=5MnLL6AGUoc
    Questa magari può essere un’attività da fare insieme, basta dedicargli un po’ di tempo.

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