I “bravi bambini” e i loro 12 diritti

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Chi sono i “bravi bambini”?

Per molti, forse troppi adulti, sono quei bambini calmi, pacifici, ubbidienti, umili, sottomessi. In pratica, bimbi che non danno fastidio e che fanno ciò che gli si dice di fare, senza contestare.

Più probabilmente, questi sono bambini oppressi da adulti autoritari – non autorevoli -, o bambini insicuri, magari a causa dell’iperprotezione dei genitori, o ancora bambini che reagiscono alle frequenti punizioni con la resa, deponendo le armi.

Secondo me, i “bravi bambini” sono invece quelli che stanno imparando a conoscere e a esprimere se stessi, a riconoscere i propri bisogni e desideri, e che intendono farli conoscere agli altri, adulti e bambini come loro, con cui interagiscono ogni giorno.

Non che sia sempre facile affermare ciò che si desidera e ciò di cui si ha bisogno. Non lo è nemmeno per molti adulti che, impegnati a compiacere gli altri, non si ricordano di aver diritto, come tutti, a una vita piena e felice.

Soprattutto, non è semplice affermare i propri diritti in modo positivo, potremmo dire assertivo: diretto, conciso, educato, positivo, non intimidatorio e senza ricattare. Tutti, però, hanno la possibilità di imparare a farlo, compresi i nostri bambini.

Come sempre, siamo noi genitori che possiamo aiutarli più di tutti. Come?

Ricordandogli e ribadendo costantemente i loro diritti, e sostenendoli quando è il momento di affermarli davanti ad altre persone, o semplicemente a se stessi.

Più ribadirai ai figli i loro diritti, più questi entreranno stabilmente nel loro sistema di credenze. E sappiamo che le nostre credenze guidano le nostre azioni.

Ma quali sono i diritti imprescindibili che ogni bambino dovrebbe imparare ad affermare?

Gael Lindenfield, nota psicoterapeuta britannica, esperta in autostima, nel suo libro “Bambini sicuri di sé” ne individua dodici; ogni bambino, quindi dovrebbe poter dire

Ho diritto a:

1. Chiedere ciò che desidero – anche se gli altri potrebbero rispondere “no”

2. Chiedere aiuto – anche se gli altri sembrano troppo indaffarati o non vogliono aiutarmi.

3. Avere delle idee – anche se gli altri le ritengono stupide.

4. Vivere i miei sentimenti – anche quando gli altri mi dicono che non dovrei provarli.

5. Commettere errori – soprattutto quando ho fatto del mio meglio.

6. Provare e riprovare – anche se qualcuno pensa che non possa farcela.

7. Cambiare idea qualche volta – anche se gli altri ritengono che non dovrei.

8. Avere dei segreti – anche se qualcuno può pensare che dovrei rivelarglieli o mostrarglieli.

9. Scegliere di stare da solo, qualche volta – anche se tutti sono in compagnia.

10. Dire “no” qualche volta – soprattutto agli estranei e ai prepotenti.

11. Lamentarmi quando qualcosa non è giusto – anche se magari devo o non devo farlo comunque.

12. Essere fiero quando faccio bene qualcosa – anche se qualcuno magari è triste perché ho fatto meglio di lui.

Aiutiamo i bambini ad affermare i propri diritti e ricordiamo che:

L’assertività costituisce un’alternativa positiva e costruttiva al comportamento aggressivo o passivo. Non sempre garantisce buoni risultati, tuttavia compie meraviglie per lo sviluppo dell’autostima e del rispetto reciproco.

Gael Lindenfield

A presto,

Adele

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