Vuoi rovinare l’autostima di tuo figlio? Parlagli così

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Sai bene che come genitore puoi fare molto per favorire in tuo figlio una sana autostima, per aiutarlo a percepire il suo valore come persona e per fargli capire che dentro di sé ha risorse e potenzialità tutte da sviluppare.

La famiglia può essere quindi di grande aiuto, ma, ahimè, può anche trasformarsi in ostacolo, quando con costanza demolisce, con parole e azioni ripetute, la naturale fiducia che un bambino ha in se stesso.

Concentriamoci sulle parole; ce ne sono alcune che non andrebbero usate?

Sì, e di seguito trovi una serie di esempi. Si tratta di espressioni che, costantemente ripetute, possono intaccare fortemente l’autostima di tuo figlio.

Ti capita mai di parlare a tuo figlio senza pensare davvero a quello che gli stai dicendo e, soprattutto, a quale messaggio gli stai comunicando? Le tue parole contribuiscono moltissimo alla costruzione dell’immagine che il tuo bambino ha di se stesso. Ci pensi mai?

Ti presento ora quelle parole, etichette e generalizzazioni che andrebbero evitate, o comunque contenute il più possibile, perché estremamente dannose per lo sviluppo dell’autostima.

I commenti che fai possono poi diventare davvero umilianti e distruttivi, quando sono accompagnati da un linguaggio non verbale che chiarisce ed evidenzia la carica negativa di questi messaggi.

Per esempio: scuotere la testa, sospirare da vittima, alzare le spalle, corrugare la fronte, un tono di voce aggressivo, un sorrisetto di superiorità o sarcastico.

E’ chiaro che alcune di queste espressioni possono essere usate innocentemente, o semplicemente per scherzare.

Ricorda, però, che i bambini fino almeno a sei anni non comprendono l’ironia, e tanto meno il sarcasmo. Meglio, quindi, evitare, per non rischiare di confondere il bambino o di lanciargli messaggi sbagliati.

Mentre leggi, immagina anche il linguaggio non verbale che può accompagnare le parole e chiediti se tu usi mai queste espressioni.

Ecco qui:

Così generalizzi:

  • Voi bambini…

  • E’ come parlare a un muro,

  • Non mi ascolti mai!

  • Sei proprio un bambino capriccioso

Così ti elevi a psicologo:

  • Sei semplicemente pigro…

  • Combini solo guai!

  • Proprio non rieci a stare fermo un minuto!

  • Stai solo cercando attenzioni

  • Ma non provi nemmeno a …

  • Non ce la farai mai!

Così dimostri distacco:

  • Mi arrendo

  • Non m’interessa

  • I bambini sono belle da vedere, ma non da sentire

  • Non ti ascolto neppure

Così fai paragoni:

  • Tuo fratello ha sempre…

  • Quei poveri bambini nel…

  • Quando ero piccola io…

  • Ai miei tempi…

  • Chi ti credi di essere?

  • Laura non ha paura dell’acqua e invece tu…

  • Sei proprio come me, facciamo sempre…

  • Sei uguale a tuo padre in tutto e per tutto

Così esageri:

  • Non fai mai…

  • Fai sempre…

  • Sei sempre…

  • Non ne fai mai una giusta!

  • Quando fai così mi sembra di non averti insegnato niente

  • Non fai altro che giocare

  • Ti lagni sempre!

  • Quello che ti dico ti entra da un orecchio e ti esce dall’altro

Così sei sarcastico:

  • Credi di vivere in un porcile?

  • Ma secondo te questo vuol dire essere un bravo bambino?

Così assumi un’aria di superiorità:

  • Sì, non c’è male per la tua età

  • Beh, immagino che tu abbia fatto del tuo meglio…

  • Per essere la prima volta non è andata male

Così susciti sensi di colpa:

  • Mi fai venire mal di testa

  • Mi farai morire

  • Guarda che ho abbastanza da fare anche senza di te!

  • Ecco! Guarda cosa mi hai fatto fare!

  • Ma perchè mi tratti così?

Così fai profezie pessimiste:

  • Di sicuro non riuscirai a…

  • Un giorno ti dispiacerà…

  • Se continui così diventerai…

Tu usi mai queste parole?

Riflettiamo qualche secondo prima di parlare, perché può fare davvero la differenza!

Che ne pensi?

A presto,

Adele

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