Bambini e paure, ecco le sei più spaventose

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Non seguiamo il telegiornale da quando è nato Fabio, ma a volte capita che i bambini sentano qualche notizia che può generare ansia, come pochi giorni fa, dalla radio accesa in macchina.

Mamma, ha detto che una bambina è morta?

mi chiede Marco, 4 anni, con gli occhi sgranati. Non ho negato l’evidenza, ma mi sono chiesta quante e quali paure possano avere i bambini a quest’età, e come possono affrontarle.

Tra i 4 e i 7 anni circa, i bambini sono molto impegnati a cercare di controllare le proprie emozioni, di concentrarsi e organizzarsi per raggiungere un obiettivo, sforzandosi di comportarsi in modo adeguato. Non sempre ci riescono, naturalmente.

La paura è una delle emozioni che è necessario saper gestire, con cui tutti dobbiamo convivere. Spesso, a quest’età i bambini elaborano le loro paure nei giochi di fantasia, quando “fanno finta che”, assumendo un ruolo e facendolo assumere a chi gioca con loro o magari a un giocattolo.

Ma quali sono le paure principali che i bimbi provano in questa fase della crescita? Secondo John Gottman, sono sei:

1. La paura dell’impotenza. A 4, 5, 6 anni si è in grado di comprendere che esistono i ladri, le guerre, la morte e altre cose spaventose. Cose contro cui è difficile poter fare qualcosa, soprattutto a quell’età. Il senso d’impotenza spaventa i bambini, come spaventa spesso anche noi adulti; l’idea di essere in balia di qualcosa o qualcuno che non possiamo controllare in effetti fa paura e i bimbi come reagiscono? Magari immaginando di lottare contro dei mostri e di riuscire a sconfiggerli; la fantasia quindi li aiuta a sentirsi meno vulnerabili.

E noi come possiamo aiutarli? Dandogli la possibilità di scegliere per esempio, quando è possibile, cosa mangiare, cosa indossare, come giocare. Questo li aiuta a superare il senso di impotenza e ad accrescere l’autostima.

Possiamo poi permettergli di fare ciò che si sentono in grado di fare, incoraggiandoli e guidandoli senza essere troppo invadenti. Se tuo figlio prova ad allacciare un bottone e non riesce, trattieniti dall’intervenire subito; magari poi ricorrerà al tuo aiuto, ma sarà una sua scelta.

2. La paura dell’abbandono. Questa paura l’ha vissuta Fabio quando ha iniziato la scuola dell’infanzia. Lui, che non è mai stato un “mammone”, ha cominciato a seguirmi ovunque e a chiedermi rassicurazioni continue.

Questa è una paura vera, reale per i bambini, quindi è bene non usarla mai come minaccia per farsi ascoltare, nemmeno per scherzare. Non sminuiamo i sentimenti dei nostri figli, rispettiamoli e rassicuriamoli sul fatto che per loro ci saremo sempre e che sempre li ameremo.

3. La paura del buio. È una delle più comuni, e una di quelle che spesso i genitori giudicano più innocue. In realtà il buio può essere davvero spaventoso per i bambini: il luogo in cui prendono forma i mostri, in cui si nascondono tutte le loro altre paure.

Un po’ come per gli adulti che a volte, di notte al buio, pensano ai loro problemi e li percepiscono come più gravi di quello che sono in realtà, vero?

Non è quindi debolezza quella che fa chiedere a un bambino di avere una piccola lucina accesa di notte, e non è impedendoglielo che lo si fa diventare più forte. Crescendo, la paura se ne andrà via da sola.

4. Paura dei brutti sogni. Marco certe volte di notte urla qualcosa o scoppia a piangere all’improvviso. Una notte, in particolare, lo abbiamo sentito gridare “Aiuto!” fortissimo e siamo saltati dal letto per correre da lui che, con gli occhi chiusi, mi ha detto che c’era qualcosa che lo voleva pungere. L’ho rassicurato per qualche minuto tenendolo stretto e dicendogli che era tutto passato e Marco si è tranquillizzato. Che spavento, anche per noi!

È essenziale che con noi i nostri bambini si sentano sempre al sicuro :-).

5. La paura del conflitto tra i genitori. Più crescono più i bambini si accorgono che qualcosa non va e che ci potrebbero essere delle conseguenze spiacevoli se mamma e papà continuano a litigare. Questo mina il loro senso di sicurezza e li spaventa; spesso poi pensano di essere loro la causa del conflitto e di dover quindi rimediare in qualche modo.

Cosa fare? Non coinvolgere troppo i figli nei propri problemi e ricordarsi che, se i bambini hanno assistito a un litigio, è importante che possano assistere anche alla riappacificazione, per capire che le cose si possono risolvere. Anche se magari non comprendono bene le parole di mamma e papà, vedere che si abbracciano è molto rassicurante.

6. La paura della morte. Non mi è ancora capitato di dover spiegare la morte di una persona vicina a noi, ma comunque in ogni momento i bambini possono fare domande dirette in merito alla questione. Cosa fare? Essere sinceri e mostrare di comprendere le loro preoccupazioni; minimizzare o ignorare la sofferenza non fa bene né a noi né a loro e non li aiuta a gestire l’emozione del momento. Anzi, se tuo figlio ti sente a disagio nel parlare della morte probabilmente eviterà in futuro di renderti partecipe dei suoi sentimenti al riguardo.

Qualunque sia la natura della paura dei bambini, è fondamentale considerarla un’emozione naturale, che va gestita e che può anche essere salutare, per esempio perché permette ai bambini di essere prudenti in certe occasioni.

Quando tuo figlio manifesta una paura, aiutalo a riconoscerla, a darle un nome, a capire quando si presenta; parlane con lui con empatia e interesse, aiutandolo a pensare soluzioni per affrontarla. La sincerità e la semplicità sono spesso la strada migliore e ci aiutano a essere dei buoni genitori allenatori.

E i tuoi figli di cosa hanno paura?

A presto,

Adele

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