Come gestire i comportamenti ribelli dei bambini

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Figli ribelli ne abbiamo?

Bambini con un comportamento che definiremmo “difficile” e provocatorio, carico di aggressività e rabbia, ne conosciamo tutti, credo. Quello che a volte non sappiamo è il motivo per cui si comportano così e soprattutto come intervenire per gestire le situazioni complicate.

La risposta l’ho trovata in un libro che ho scelto di recensire e che tratta – anche – di questo tema in modo approfondito, professionale, ma semplice e chiaro; in più – e questa è stata la vera sorpresa, è corredato da molte immagini esemplificative tratte da video autentici che riprendono i bambini con i loro genitori – o con degli esperti – durante le varie situazioni descritte nel libro.

Immagini che rendono ancora più concreti e immediatamente spendibili i consigli dati. Si tratta di “Le prime relazioni del bambino”, di Lynne Murray, edito da Raffaello Cortina Editore. L’autrice, docente di psicologia dello sviluppo e stimata ricercatrice sul tema dello sviluppo infantile, si riferisce ai bambini piccoli, fino a due anni, ma molte considerazioni valgono anche per i più grandicelli.

Che cosa c’è spesso alla base dei comportamenti difficili e dell’aggressività nei bambini?

Ci sono problemi di autoregolazione e autocontrollo dei propri stati fisici ed emotivi, cioè di abilità fondamentali per uno sviluppo equilibrato del bambino.

I genitori, come sempre, possono fare moltissimo per aiutare i bambini ad acquisire queste capacità, mettendo in pratica ciò che l’autrice chiama “sostegno sensibile”.

Che cosa significa? Che

Si dovrebbero ridurre al minimo comportamenti come: educazione troppo severa, punizioni fisiche, permissivismo e disciplina incoerente.

A volte, instauriamo senza accorgercene dei circoli viziosi che aggravano il comportamento problematico. Per esempio: chiedi ripetutamente a tuo figlio di fare qualcosa, lui si rifiuta con decisione, diventa aggressivo e alla fine tu cedi. Il risultato? Il bambino continuerà a comportarsi così, perché si è reso conto che questo modo di fare porta il genitore a cedere.

Il fatto è che il continuo comportamento inadeguato del genitore durante i conflitti aumenta decisamente la probabilità che si sviluppino problemi comportamentali nel corso dell’infanzia.

Che cosa fare dunque?

L’impiego del ragionamento e l’individuazione di soluzioni flessibili o di distrazioni, abbinati a un comportamento affettuoso nei confronti del bambino, possono essere efficaci per ridurre l’intensità della rabbia e del comportamento di opposizione.

Quello che più di tutto mi rassicura è che le ricerche dimostrano costantemente che le punizioni severe o fisiche portano solo ad acuire la rabbia e il malessere dei bambini.

L’affetto e la flessibilità sono i punti chiave.

E’ soprattutto riuscendo a restare affettuosi nei confronti del bambino, nonostante il suo attuale comportamento, che probabilmente si disperderà la sua rabbia.

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Il libro mostra la sequenza in cui una mamma cerca di calmare il suo bambino di 17 mesi che non vuole farsi cambiare il pannolino.

Che cosa fa?

Prima gli parla, poi adotta una situazione flessibile, ossia gli sfila i pantaloni tenendolo in piedi fermo, quindi lo abbraccia con affetto e infine lo distrae con gli animali della giostrina. Quando il bambino si è calmato del tutto, ecco che lo può cambiare senza problemi.

Si tratta del famoso stie genitoriale autorevole, a cui tutti aspiriamo, messo in pratica efficacemente.

Le immagini del libro, in questo senso, valgono davvero più di mille parole :-).

E tu come gestisci la ribellione di tuo figlio?

“Le prime relazioni del bambino”, Dalla nascita a due anni, i legami fondamentali per lo sviluppo. Di Lynne Murray, Raffaello Cortina Editore

A presto,

Adele

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