6 cose che mi auguro mio figlio trovi a scuola

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In questi giorni di “primo giorno di scuola” ho visto tante foto di bimbi emozionati con grembiule e zaino nuovo, compreso mio figlio, e ho letto tante frasi di genitori giustamente emozionati per questo nuovo inizio, compresa me.

Spesso si fa un “in bocca al lupo” per l’inizio di una nuova avventura, che molti non esitano a definire meravigliosa, entusiasmante, bellissima. Un’avventura che porterà lontano e durante la quale i nostri figli cresceranno, tanto da riconoscerli poi a stento dopo qualche anno.

Ma siamo sicuri che sarà davvero una bellissima avventura?

Quanti bambini rispondono con un bel “Sì” convinto quando gli si chiede “Ti piace andare a scuola?”

Per mia esperienza dico pochi, spero di essere smentita.

A me è sempre piaciuto studiare (no, non sono pazza) e non ho mai avuto grosse difficoltà a prendere bei voti (d’accordo, adesso mi odiate); tra l’altro sono sempre stata una persona tranquilla, quindi non avevo neppure problemi per il comportamento.

Come ho fatto? Semplicemente, credo che fossi tagliata per la scuola, che il mio stile di apprendimento fosse in linea con i metodi usati nella scuola tradizionale: ascoltare, leggere, ripetere. Una bella fortuna :-).

Per molti miei compagni, però, non era così. Facevano fatica e magari non riuscivano neppure a prendere un sei in alcune materie, nonostante fossero intelligenti quanto me, se non di più; oppure erano molto attivi e non sopportavano di stare fermi in un banco molte ore come spesso si era costretti a fare.

Per questi ragazzi, ad esempio, non so se la scuola sia stata davvero una così bella avventura. Può essere lo sia stata a livello relazionale, di rapporti di amicizia. Io stessa ho alcune amiche carissime conosciute proprio sui banchi di scuola.

Quello che vivi con i compagni di classe passa direttamente nell’album dei ricordi che conserverai tutta la vita e a cui ripenserai con un po’ di nostalgia, magari. Nostalgia per l’età che avevi e le persone che l’hanno vissuta con te, per un’atmosfera che non tornerà più.

Per quanto sia divertente e rassicurante frequentare i compagni di classe e vivere con loro una bella amicizia, però, l’autostima personale può subire duri contraccolpi quando l’ambito didattico non è altrettanto entusiasmante, quando non si riesce in qualcosa, quando si vorrebbe sempre il massimo e non lo si ha, quando i genitori ti stressano in continuazione perché “Puoi fare di più!” o il tuo compagno ha preso un voto più alto del tuo.

Ci sono ragazzi che hanno un ricordo quasi totalmente negativo della scuola, ahimè!

Ci sono bambini che la scuola non la vivono affatto come l’emozionante avventura che ci immaginiamo il primo giorno…

Quando studiavo matematica e fisica, lo facevo solo per mettere a tacere il mio senso del dovere e perché mi infastidiva arrivare a scuola impreparata e fare brutte figure. Quelle materie però non mi piacevano e di quello che ho studiato mi è rimasto in mente ben poco, nonostante i voti alti.

Storia, filosofia e letteratura, invece, mi piacevano davvero e ricordo ancora oggi molte più cose.

Oggi io, che tra l’altro sono anche un’insegnante, mi chiedo:

Che cosa ci auguriamo oggi per i nostri figli che iniziano la scuola?

Ci auguriamo che mantengano sempre intatta la curiosità e l’entusiasmo per il sapere che dimostrano ora che hanno 6 anni. Non illudiamoci, non sarà così, tranne rare eccezioni.

Ci auguriamo che trovino sempre insegnanti preparati e appassionati del proprio lavoro, che gli trasmettano il loro entusiasmo  e che li seguano con continuità.

Beh, non sarà sempre così; potrà capitare che cambino insegnanti ogni anno, o che incappino in qualcuno, come è capitato a me, che della propria materia conosce il minimo sindacale e che non ha le capacità comunicative per trasmetterti neppure quello.

Ci auguriamo che i nostri bambini trovino insegnanti che vedano al di là del voto, e che siano obiettivi nell’assegnarlo. Non tutti lo sono, e per i nostri bambini spesso è solo questione di fortuna.

Ci auguriamo che gli insegnanti sappiano valorizzare gli interessi e i talenti dei singoli bambini, aiutandoli a emergere dove sono in grado di farlo e a risolvere le difficoltà quando ce ne sono.

Ci auguriamo che sappiano stare al passo dei bambini e ragazzi che gli vengono affidati, e non solo al passo dei programmi da svolgere. Purtroppo, però, spesso nel caos generale di classi numerose e con casi di difficoltà molto diverse, tutto questo si perde.

Ci auguriamo che i nostri bambini frequentino scuole belle, pulite e sicure. Beh, non è proprio così; non sempre almeno.

Non possiamo aspettarci che tutte queste cose che ci auguriamo si avverino, in realtà però sarebbero un diritto di tutti, non una fortuna per pochi. Non credi?

Possiamo cercare di essere noi genitori per primi attenti all’unicità dei nostri bambini, alle loro difficoltà e ai loro talenti e accompagnarli nel percorso di scuola, senza sostituirci a loro. E speriamo che la scuola faccia la sua parte.

L’entusiasmo del primo giorno di scuola, insomma, ha contagiato anche me, ma ora quello che mi aspetto è solo la realtà dei fatti che verranno.

A presto,

Adele

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