6 modi per incoraggiare l’autonomia dei bambini

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Provo sentimenti contrastanti verso l’indipendenza dei miei bambini. Mentre percorrono la loro strada verso l’autonomia, li vedo allontanarsi da me; certo, li guardo con orgoglio ed entusiasmo, ma anche con un pizzico di malinconia per i tempi andati.

Essere indispensabili per tuo figlio è una situazione che, di solito, almeno per un po’ di tempo ti fa sentire bene e ti fa percepire concretamente la pienezza dell’amore che c’è tra di voi. Certo poi di alcuni aspetti ci si lamenta e in certi momenti ci si sente soffocare… ma tant’è, “lasciare andare” i figli è sempre almeno un po’ una sofferenza.

Ci rendiamo però ben conto di quanto questo distacco sia inevitabile e sano. Perché, allora, ci sono forze misteriose che ci impediscono di favorire l’autonomia con naturalezza e serenità?

– Perché amiamo la comodità: quanto è semplice lavare, vestire, allacciare le scarpe ai figli, risolvere un loro problema in poco tempo e in modo impeccabile! Abbiamo sempre fretta e un mare di impegni. Tra l’altro, spesso pensiamo che un bravo genitore debba fare tutto per i figli. Aspettare qualche minuto mentre nostro figlio fa tutto da solo può sembrarci un tempo interminabile. E noi non abbiamo tempo da perdere.

Non vogliamo che nostro figlio soffra e resti deluso se non ce la fa. Dovremmo liberarci dall’idea che i fallimenti dei figli siano i nostri fallimenti e renderci conto che cadere e rialzarsi fa parte del gioco. Lo facciamo noi per primi ogni giorno e dobbiamo lasciare che anche i nostri figli lo facciano.

Non sempre abbiamo l’autodisciplina e l’autocontrollo necessari per stare zitti e fermi, permettendo ai bambini di fare da soli o di parlarci solo se davvero ne hanno voglia.

Una volta che ci siamo liberati da questi pensieri, però, c’è qualcosa di sensato che possiamo fare per favorire l’autonomia dei bambini e che non sia un semplice “Fai tu e arrangiati”?

Vorrei condividere con te i consigli di Adele Faber e Elaine Mazlish, nel loro illuminante libro “Come parlare perché i bambini ti ascoltino e come ascoltare perché ti parlino”:

1. Lascia che i bambini facciano delle scelte. “Vuoi mezzo bicchiere di succo o uno pieno?” “Preferisci i pantaloni rossi o blu?” “Vuoi fare i compiti ora o dopo la merenda?”

Fare scelte, che a te magari sembrano banali, è un ottimo allenamento per imparare a prendere decisioni.

” È difficile da adulti prendere decisioni su carriera, stile di vita, partner, senza avere una buona scorta di esperienza nell’esercizio della propria capacità di giudizio.”

2. Mostra rispetto per gli sforzi di un bambino. “Dai a me!”, “Faccio io!”, “È troppo difficile per te”, “Ma dai, è facilissimo! Perché ci metti così tanto?” sono frasi che fanno sentire un bambino incapace e completamente dipendente da te. E quando ci sentiamo dipendenti da qualcuno, ben presto ai sentimenti di gratitudine si mescolano quelli di ostilità… meglio dire “Sai, può essere difficile…” “Sai, a volte è utile fare così…”

“Quando si rispettano le sue fatiche e i suoi sforzi, un bambino prende il coraggio per risolvere i problemi da solo”.

3. Non fare troppe domande. Devo mordermi la lingua io per prima quando mio figlio torna a casa da scuola. La tentazione di fare un terzo grado per sapere tutti i dettagli della sua giornata è forte, ma insieme al papà abbiamo deciso di trattenerci. Un bel “Bentornato!” è sufficiente, e se lui ha voglia di parlare lo fa.

” Troppe domande possono essere vissute come un’intromissione nella vita privata. I ragazzi parleranno di ciò di cui vogliono parlare quando avranno voglia di farlo.”

4. Non affrettarti a rispondere. Non pensi che sia una bella carica di autostima quando ci si rende conto che si riesce a trovare da soli una risposta? A un bambino che chiede “Mamma, perché di notte è buio?” Proviamo a rispondere “Domanda interessante. Tu che cosa ne pensi?, invece di lanciarci in una spiegazione pseudoscientifica.

” Quando i bambini fanno domande, meritano di immaginare per primi la risposta.”

5. Incoraggia i bambini a usare risorse esterne alla famiglia. Se il cane sta male, chiediamo al veterinario; se ci sono problemi con la matematica, facciamoci aiutare un compagno più bravo; se si vuole imparare a suonare la batteria, chiediamo all’insegnante di musica se sa consigliarci un corso.

Ogni figlio chiede aiuto al genitore, ma lui non ha tutte le risposte e tutte le risorse che servono. Non siamo noi l’unica fonte di aiuto per loro, anzi.

” I bambini devono sapere di non essere completamente dipendenti da noi. Possono consultare il mondo al di fuori delle mura di casa ( Il negozio di animali, il dentista, i compagni di scuola).”

6. Non privarli della speranza. Questo consiglio mi piace moltissimo. Quante volte si sentono genitori rispondere ai figli “Ma cosa dici, non fa per te!” “Non puntare troppo in alto!” “Non sei abbastanza bravo, meglio che ti dedichi ad altro” “Per fare il medico bisogna studiare molto; vedendo come vai a scuola è meglio che lasci perdere.”

Di fronte a un “Da grande voglio fare il medico!” meglio dire magari “Ah, sì, stai pensando di diventare un medico, raccontami un po’!”

Se perde la speranza di un futuro soddisfacente, come si sentirà tuo figlio?

”Cercando di proteggere i bambini dalle delusioni, li proteggiamo dallo sperare, aspirare, sognare e a volte dal realizzare i loro sogni.”

Sembra facile parlare i bambini in questo modo e aiutarli a diventare indipendenti, ma non lo è. Certe parole fanno fatica a uscire, certi atteggiamenti ci sembrano innaturali. Per fare un buon lavoro come genitore servono impegno, determinazione e costanza.

Il risultato però ci ripaga e soprattutto fa star bene i nostri figli.

Ci proviamo?

A presto,

Adele

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