Siamo brave mamme, anche se non ci piace cucinare, o no?

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Dicono che cucinare per le persone che ami sia una dimostrazione d’amore: sono sempre stata poco romantica, sarà per questo che odio cucinare?

Forse “odiare” è una parola grossa, ma, sinceramente, piuttosto che cucinare farei pulizie tutto il giorno. Quelli che dicono che cucinare li rilassa io non li capisco proprio…a me rilassa leggere un libro sl divano, fare una passeggiata, chiacchierare con gli amici, ma cucinare proprio no. Per non parlare del passaggio precedente: pensare a che cosa cucinare, e per chi.

Già, perché il per chi a casa mia è fondamentale, e quasi ogni sera devo preparare un piatto per gli adulti e uno diverso per i bambini.

Un’agonia.

Una lenta agonia che si consuma da quando inizio a preparare a quando ci alziamo da tavola. Passando per i “Ma questo non lo voglio…non mi piace più!!” – quando l’ha mangiato fino al giorno prima – e la famigerata affermazione “Ma io lo mangio solo all’asilo!” o, peggio, “Ma quello dell’asilo è più buono!”

Hai mai sentito queste parole? o devo sentirmi la sola nell’Universo??

Pensa che una volta l’allora cinquenne Fabio mi descrisse come squisita una torta che aveva mangiato all’asilo: cioccolato sopra e sotto, crema bianca tipo latte al centro. Che cosa fa una mamma, anche se non le piace cucinare? va a cercare una ricetta il più possibile simile e gliela ripropone, per farlo contento…Una mattinata intera in cucina – un supplizio per me – e un ottimo risultato, almeno pensavo: l’ho assaggiata ed era buonissima (ho gridato al miracolo). La propongo al figlio e lui cosa fa? La guarda con sufficienza e mi liquida con un “No, no, quella dell’asilo non era così!” e non l’assaggia nemmeno.

Alla fine sai cosa ho scoperto? che era una banalissima Kinder Fetta al latte!! La prossima volta chiedo prima, però…

Vi assicuro che, pur non essendo una cuoca provetta, quello che preparo non è così male, anzi, alcune cose mi vengono bene davvero…per esempio…le lasagne!

Per i miei bambini l’insalata è “troppo salata” – chiaro, lo dice il nome! -, le carote o le zucchine piacciono a giorni alterni – sempre che siano della forma giusta! – così come i pomodorini, il purè, i ravioli, il risotto allo zafferano e chi più ne ha più ne metta!

Questa situazione, lo ammetto, mi snerva, anche se cerco di non darlo a vedere. Non voglio che in casa il cibo diventi un’arma di ricatto, un premio o, peggio, una punizione, e per questo continuo a ripetermi come un mantra che “Se non mangiano è perché in realtà non hanno fame, i bambini sanno autoregolarsi, di fame non moriranno…” e simili.

Devo ammettere che entrambi non sono molto propensi ad assaggiare cibi nuovi – in cima ai loro cibi preferiti c’è stata fino all’anno scorso la pasta in bianco, e ho detto tutto – ma pian piano hanno imparato a mangiare in modo più vario, grazie alla scuola materna che, probabilmente, fa miracoli!

All’asilo e a scuola, infatti, mangiano senza problemi. Ok, ancora non tutto, ma non hanno mai avuto problemi con il cibo.

Bene, quindi il problema sono io. Sono io!

Sarà un modo per attirare l’attenzione, il loro? Sarà la voglia di farmela pagare per qualcosa? Sarà che, in effetti, in cucina sono una schiappa???

Ora, quello che potrei fare è:

-Imparare a cucinare meglio

-Mostrarmi totalmente disinteressata al fatto che loro mangino o meno

-Portarli a mangiare fuori

-Chiedere a scuola e asilo di tenere i miei bambini a pranzo e a cena ogni giorno

Hai qualche altro consiglio?

Mamme a cui non piace cucinare, battete un colpo se ci siete, grazie!

Ps. Però, qualche volta, fila tutto liscio eh!! 😉

A presto,

Adele

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