Un papà imperfetto

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Il papà imperfetto è stato interpellato.

Si riposava placidamente sul divano, mentre io cambiavo il pannolino prima al bimbo grande, poi a quello piccolo, quando è stato coinvolto nel progetto.

Con grande entusiasmo ha accolto la proposta di intervenire periodicamente condividendo le sue opinioni e le sue emozioni.

Ci farà entrare nel mondo parallelo dei papà imperfetti, che le mamme imperfette possono soltanto immaginare…

Ecco che cosa ci racconta di lui:

“Mi chiamo Mirko, ho 38 anni e sono papà di due splendide creature: Fabio e Marco.

Sono una persona orgogliosa, puntigliosa e amante della puntualità. Mi piacciono le cose fatte bene e ben organizzate e non trovo empatia con i disordinati cronici. A mio parere, il disordine fa tanta polvere e fa perdere un sacco di tempo.

Sì, a volte sono proprio un criticone.

Insomma, sono proprio un rompiscatole!

Conoscendomi bene, in attesa del primo figlio ho cominciato a chiedermi se queste caratteristiche si addicessero a un buon padre. La domanda assillante era “Chissà che padre sarò!”

Sono convinto che genitori non si nasce ma si diventa, quindi la mia domanda ha fatto scattare un processo di evoluzione come persona.

Fin da subito, senza volerlo, si sono manifestati dei modi di fare dei miei genitori. Mi è sembrato facessero già parte di me, di default. Proprio vero, l’ambiente in cui vivi e cresci influenza le tue credenze e il tuo modo di reagire agli stimoli. Niente di male ovviamente, ma da subito ho capito che sarei stato l’esempio per mio figlio.

Fin dall’inizio, con l’aiuto e il benestare di Adele, ho cercato di non seguire le regole canoniche.

Mi spiego…

Non ci siamo limitati a imitare comportamenti derivati dalle nostre esperienze come figli, ma abbiamo immediatamente cercato di crearci il nostro stile, mettendoci in discussione per capire come poter essere dei buoni genitori.

Ho sempre detto a mia moglie “Tu occupati della parte formativa, che io mi occupo di quella ludica!”

Mi sono poi reso conto che nei primi anni è proprio nel gioco che i bambini cominciano ad apprendere le prime regole di base. Anzi, il gioco è proprio la loro attività principale. Un po’ inconsciamente mi sono fatto carico di una bella responsabilità!

Le mie scelte professionali mi hanno permesso di dedicare tantissimo tempo a Fabio. Mi sono goduto ogni singolo momento importante dei suoi primi due anni: dal biberon del mattino alla storia della buonanotte, passando dalla prima pappa ai primi passi e, fin da quando aveva cinque mesi, tutti i mercoledì in piscina. Bellissimo!

Bizzarro infatti pensare che fino a 19 mesi dicesse solo “Papà” anziché “Mamma”, con grande gioia (@#…!??) di Adele.

Tutti i miei dubbi si sono risolti alla sua nascita; ho sentito forte la sensazione di essere pronto e ho sempre cercato di cavarmela da solo in tutto ciò che lo riguardava. Ho cercato di diventare subito un papà indipendente, imparando a gestire ogni singolo caso: cucinare per lui, vestirlo, cambiarlo, alzarmi la notte, metterlo a nanna, leggere la storia, accudirlo quando non stava bene,  fargli il bagnetto, portarlo al parco o a passeggio (spesso l’unica mansione del papà!).

Con questo non voglio dire che non c’è stato bisogno di aiuto, anzi! La mamma mi ha supportato ed è stato grazie a lei che ho imparato a fare tantissime cose. Grazie per la fiducia quindi!

Oggi questo lavoro la ripaga pienamente, visto che può prendersi tranquillamente i suoi spazi, contando su un papà completamente indipendente :-).

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A dire il vero, ogni tanto lei mi bacchetta per qualcosa che non avrei dovuto fare…Ecco, io non sono ansioso e spesso questo mi porta a far compiere ai miei bambini gesti un po’ spericolati. In realtà, però, dò molta fiducia ai miei figli su determinate azioni soltanto dopo avergliele insegnate.

Se siete curiosi…

Tuffarsi dal tavolino della sala sul divano, salire in piedi sul tavolo e poi scendere da soli, infilarsi sotto il letto al buio, svariati tipi di capriole, scendere le scale da soli senza mano e tante altre.

La mia attenzione è sempre alta, ma non intervengo se non un secondo prima  che si possano far male. A volte arrivo in ritardo, ma è tutto calcolato…ad oggi nessun infortunio grave ;-).

Fabio dice che da grande farà le gare di tuffi (in piscina ovviamente). Che soddisfazione per un istruttore di nuoto…vedremo!

I dettagli fanno la differenza. La continua ricerca di spunti per svolgere sempre meglio il nostro ruolo di genitori ci porta a essere soddisfatti di quello che stiamo facendo con i nostri figli. Personalmente, da papà e soprattutto da uomo, mi sono reso conto che la nostra poca sensibilità  verso determinati argomenti può influire sul rapporto con i nostri figli.

Che il bimbo instauri con la madre un rapporto speciale è normale, ma che lo faccia con il padre, spesso impegnato e trafelato per il lavoro e a volte quasi assente, un po’ meno.

Se desideriamo che i nostri figli ci conoscano, e se noi vogliamo conoscere davvero loro, il lavoro comincia da subito! Il rischio è trovarsi con figli grandi che non conosciamo per niente.

Nel momento in cui scrivo, da 16 mesi è nato Marco. Pensavo di rifare le stesse azioni e provare le stesse sensazioni, e invece…

Un’altra storia, un altro esserino speciale e unico. Sempre fedele a me stesso, ma con un’attenzione dedicata solo a lui. Insomma, tutta un’altra avventura!

Che papà sono?

Non ho risposta; mi sento in un processo continuo di evoluzione e crescita, un costante aggiornarsi, aggiustare le sfumature, limare gli angolini.

Quello che posso dire, però, è che voglio essere presente il più possibile, attento alle loro necessità, ascoltatore dei loro sogni per stimolarli al meglio.

Vorrei essere un esempio a cui i miei figli potranno rifarsi per vivere una vita extra-ordinaria 🙂

Mirko”

Ed ecco qui le sue riflessioni fino ad oggi:

Il secondogenito

Mamma, lasciaci fare!

Sei capace!

Papà e tempo di qualità

La nascita di un papà imperfetto

Anche i cm contano!

Che cos’è l’extra-ordinarietà di un papà

Riflessioni di fine anno

Papà imperfetto: cosa faranno da grandi i miei figli

Seguiamolo quindi, buona lettura!

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