autostima papà.

Mamma lasciaci fare, anche noi papà siamo CAPACI!

Ci sono dei ruoli ben definiti per mamma e papà?

Sicuramente si! Noi non possiamo allattare al seno. Ma tutto il resto?
A mio parere, ad accezione dell’allattamento naturale possiamo e dovremmo fare tutto.
La domanda é:
Lo facciamo?
O anche, ci permettono di farlo?
Sì, perché spesso la nostra pigrizia o il nostro poco tempo a disposizione (io quella del tempo la vedo come una scusa) ci allontanano da azioni elementari con i nostri figli; vi garantisco che l’autostima di un papà in grado di gestire tutte le situazioni è altissima, per non parlare di come la mamma si possa sentire più supportata nella gestione del piccolo tiranno.
Vero è che molto spesso l’uomo accetta una definizione dei ruoli, perché tutto sommato la cosa gli aggrada. Si può permettere di non essere impegnato nelle faccende del bambino, anche in quelle più futili (cambio pannolino, bagnetto, fare la pappa etc.…), potendo quindi permettersi tempo per se stesso.
Vero anche che alcune neomamme e non solo “neo” ritengono incapaci i propri uomini di alcune azioni elementari con il pupo, impedendo al papà di fare dell’esperienza.
Che errore madornale care mamme. State creando un figlio mammone e un papà incapace e frustrato.
Secondo voi qual è solitamente il compito primario del papà?
Io me lo sono chiesto e ho cominciato a osservare in giro.
La passeggiata con il passeggino nel giorno di festa sembra essere la vincitrice.
La stragrande maggioranza dei papà, per evitare problemi, si limita a spingere la carrozzina scortati dalla mamma, che ricopre il ruolo di SUPERVISOR pronta a bacchettare non appena si esce dalla routine che lei ha creato.
I più temerari vanno da soli, anche se prima di uscire vengono istruiti dalle mamme come dei soldati che vanno in guerra, con tanto di zainetto viveri e varie armi in caso di attacco (giochini vari, ciucci, peluche).
Che non succeda nessun imprevisto durante il tragitto, altrimenti la passeggiata potrebbe trasformarsi in una disfatta. Urla, pianti e strepiti, per non parlare di inconvenienti fisiologici (il bambino che fa la cacca al parco). E adesso che si fa? PANICO!!!!
Ho assistito a questa scena:
Mamma alla finestra che con la lacrimuccia facile vede allontanarsi il suo pargolo, spinto sul passeggino dal papà felice che la saluta sorridendo, percorrendo il vialetto di uscita e poco dopo …………….ue ue ue ue ue ue……. Il papà smette di sorridere, cambia in volto non sapendo che fare. La mamma immediatamente intima l’ALT e ordina di tornare indietro. Passeggiata finita!
Come si deve sentire un papà, se ogni volta che prova viene frenato dalla mamma?
“Dallo a me che tu non sei capace di tenerlo in braccio, ha appena mangiato e non vorrei vomitasse” dice una mamma super apprensiva. “Dai lasciamelo tenere!” dice il papà. “Guarda che se rimette pulisci tu e lo cambi tu!” Il papà, impaurito dalla visione di questa conseguenza, molla il colpo e si sottomette a voleri della mamma.
Domanda ai papà:
Paura di farlo vomitare o non voglia di pulire in caso succeda?
Potrei raccontarne altre ma penso che siano sufficienti queste due situazioni per illustrarvi il mio punto di vista.
Per i papà:
Essere padroni di qualsiasi situazione con i nostri figli (lo dico per esperienza) è gratificante, edificante e ci distingue dalla massa.
L’obiettivo non è diventare papà perfetti ma papà SPECIALI. I nostri figli ce lo riconosceranno un giorno.
Quindi coraggio papà, rivendichiamo il nostro ruolo. Volere è potere!
Per la mamma:
Mamme, abbiate più fiducia nei papà. Spesso siamo sconfortati dalla vostra apprensione e dalla poca stima che avete di noi. Aiutateci a crescere e far crescere i nostri figli. In fondo anche a voi nessuno l’ha insegnato prima. Perché con un po’ di buona volontà non possiamo imparare anche noi?
E poi ragionateci bene, se avete al vostro fianco un papà CAPACE, quante cose potreste fare in più? Quanto più tempo potreste dedicare a voi stesse? E alle vostre amiche? E ai vostri interessi?
Sì, a mio parere una giusta sinergia di compiti tra mamma e papà aiuta a recuperare più velocemente la propria individualità, che troppo spesso viene annullata nell’accudimento dei nostri figli.
I nostri figli stanno bene se noi stiamo bene. Vale per la salute ma anche per la mente.
A presto
Mirko

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