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Vuoi crescere un figlio autonomo?

Tra i desideri di ogni genitore dotato di buon senso c’è quello di rendere i propri figli autosufficienti, e di aiutarli a costruirsi e impiegare al meglio tutti gli strumenti che servono per agire, in qualunque situazione.

Fin qui, tutto chiaro. Stiamo parlando di garantire  un avvenire sereno ai nostri figli.

Sì, ma come fare?

Ho trovato una risposta molto concreta e interessante a questo interrogativo in uno degli ultimi libri che ho letto: “PNL con i bambini. Guida per genitori.” di Eric de la Parra Paz.

L’autore parla di un modello educativo applicato da anni con successo in Germania, per formare i bambini in diverse specializzazioni professionali, fin dall’infanzia.

Questo modello inserisce nell’educazione dei bambini quattro abilità fondamentali:

  1. Mestieri
  2. Abilità artistica
  3. Sport
  4. Professioni
1. MESTIERI
Parliamo di attività meccaniche o manuali, che richiedono quindi abilità e destrezza per la loro esecuzione. In base alle attitudini e ai gusti personali, i bambini possono scegliere di imparare qualche mestiere manuale, magari seguendo l’esempio di un membro della famiglia, oppure seguendo lezioni apposite.
Fotografia, cucina, cucito, giardinaggio, meccanica, ceramica, fabbro, falegname…
Onestamente io non posso dire di essere preparatissima. Fotografia e cucina livello base, sul resto praticamente tabula rasa. Dovrei forse decidermi a imparare a fare un orlo? O meglio dedicarmi alla cura di un orto?! E dire che in famiglia i buoni esempi non mi mancano…
2. ABILITA’ ARTISTICA


Qui si fa riferimento ad attività che comprendono lo sviluppo delle facoltà sensoriali, estetiche e intellettuali.
Se in famiglia c’è già una tradizione artistica, è più facile trasmetterla ai bambini. In ogni caso, occorre considerare i talenti naturali del bambino: se mio padre è un tenore, ma io non ho un’intelligenza musicale particolarmente sviluppata e sono pure stonato… meglio lasciar perdere.

Musica, pittura, scultura, danza, teatro, letteratura…

Qui vado un po’ meglio. Mi diletto con la letteratura, leggere e scrivere sono mie passioni da sempre, e ho anche fatto parte di un gruppo teatrale 🙂

3. SPORT
Chiaramente si parla di attività che richiedono esercizio fisico, in forma individuale o in gruppo. Anche in questo caso, vanno prese in considerazione le preferenze del bambino, le sue condizioni fisiche, le sue attitudini.
Le attività fisiche comprese nei piani di studio scolastici spesso non sono abbastanza stimolanti, anche a causa del poco tempo a disposizione, e quindi il più delle volte il genitore decide di integrarle con attività extrascolastiche.
Ginnastica, calcio, pallavolo, pallacanestro, nuoto, tennis, atletica, arti marziali…ce n’è per tutti.
Qui, però, proprio non ci siamo. O meglio, non ci sono. L’ultima esperienza dal sapore sportivo è stata l’aerobica, negli anni di liceo e università. Poi il nulla.
Il mio primogenito invece è già un pesciolino. Confido in lui.
4. PROFESSIONI
La professionalità è quella che si acquisisce tramite studi specifici in un determinato ambito.
Medico, avvocato, ingegnere, insegnante, biologo, chimico, architetto, geometra, fisioterapista, giornalista, astronauta…
Spesso i bambini si fanno un’idea di quello che vorranno fare da grandi, iniziano a coltivare un sogno. Sta a noi genitori capire le loro inclinazioni, attitudini e preferenze, in modo da consigliarli e sostenerli nel migliore dei modi quando dovranno fare scelte sulla strada professionale da intraprendere.
Ho studiato quello che mi appassionava, dal liceo in poi, e mi sono specializzata nell’insegnamento. Ora continuo a studiare, per crescere e condividere con gli altri ciò che imparo, e per applicarlo con i miei figli, le mie “cavie”.
Perché questo modello?
Perché se un bambino si prepara in queste quattro aree, potrà contare su una crescita e uno sviluppo a tutti i livelli e avrà l’opportunità di distinguersi positivamente nelle diverse attività, avendo le capacità e le conoscenze necessarie.
In più, fatto non trascurabile, avrà la possibilità di ampliare le opportunità e le alternative per quanto riguarda le fonti di reddito. Mica male!
E in Italia? Qualcuno ha notizie dell’esistenza di un modello educativo simile?
O ci dobbiamo arrangiare con un “fai da te”?

Adele

foto di AKARAKINGDOMS, Kittisak e Grant Cochrane 

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