Educazione mamma

La cena imperfetta

Interno sera.
Oggi ceno da sola con i miei bimbi e onestamente non è che la cosa mi entusiasmi.
Sono le 19.30 e Marco, 11 mesi, ha finito di mangiare, dopo avermi allietato per tutto il pasto con le sue continue lamentele – il motivo mi è tuttora ignoto – e i suoi tentativi di sgusciare fuori dal seggiolone. Ha finito tutto con la solità voracità e poco importa che viso e capelli siano ampiamente impiastricciati di pappa.
Ora girovaga pericolosamente per la cucina, mentre preparo la pasta per Fabio, 2 anni e mezzo, e per me. In queste occasioni, la mia tattica prevede di chiudermi in cucina con entrambi i bambini, spargendo a casaccio sul pavimento degli oggetti che attirino l’attenzione del piccolo e lo tengano occupato per un po’.
Ovviamente i suoi giocattoli non suscitano minimamente il suo interesse, che invece si concentra su tutto ciò che sarebbe meglio non toccasse: il vetro della porta, che comincia a battere furiosamente con le sue manine cicciotte, i sacchetti contenenti legumi e cereali che credevo non riuscisse a prendere – e invece sì – i cucchiai di legno che, esasperata, gli dò, e che lui si caccia quasi in gola rischiando di provocarsi il vomito…e l’elenco potrebbe continuare.
Io e Fabio riusciamo a mangiare, mentre Marco sbatte in continuazione contro le gambe del tavolo e delle sedie nei suoi tentativi ancora maldestri di camminare, mi si aggrappa alle gambe, ricomincia la lamentela e mi supplica di prenderlo in braccio con gli occhi lucidi e la bocca spalancata, a mostrare quel primo dentino che sta per spuntare (sì, sui denti siamo decisamente in ritardo…)
Certo non posso prenderlo in braccio, perché lui tirerebbe la tovaglia, oppure affererebbe piatti e posate più lesto di Speedy Gonzales. Quindi la lamentela continua inesorabile, ma ho imparato a estraniarmi dal contesto e vado avanti a mangiare.
In giro dico a tutti che Marco è bravo, ma in realtà lo chiamo “Lo Scassante” e so benissimo che dovrei smetterla. Fabio invece è bravo sul serio, e mangia tutto con estrema calma, pacifico e rilassato.
“Bravo, bravissimo amore, adesso la mamma mette a posto e poi andiamo di là.
Non mi fido a lasciarli da soli in sala, anche se dalla cucina posso vedere quasi tutto, perchè ultimamente Fabio, al riparo da occhi indiscreti, si divertiva a sommergere di giochi e libri il povero Marco relegato nel box, per poi, ai miei rimproveri, fare finta che nulla fosse successo.
Cerco di lavare e sistemare al meglio piatti e padelle, più in fretta che posso per porre fine a questo stress.
Fabio è sdraiato per terra col suo pupazzo preferito, mentre Marco cerca di aprire l’antina contenente olio e spezie (il fermacassetti si è rotto), che, dalla mia postazione al lavello, riesco fortunantamente a fermare con il piede. Anche questo, ovviamente, provoca l’acuirsi delle sue lamentele.
Per distrarlo e per sdrammatizzare un po’, decido di mettermi a cantare le sigle dei cartoni animati preferiti di Fabio, come “Jake e i pirati” e “Gli Octonauti”, ma lui comincia a urlare “Mamma non cantareeeee!”. Peccato, perché Marco si era già messo a ballare molleggiando a più non posso.
Mentre mi giro a prendere un bicchiere, poi, non mi accorgo che arriva il piccolo e gli schiaccio una manina, per di più già infortunata, dato che gli è appena saltata via l’unghia dell’anulare…
Decido che può bastare e sgombero la cucina.
Tutti in cameretta a mettere il pigiama, la mamma in primis.
E adesso, finalmente, solo il brusio del computer e la pace della nanna 🙂
A presto!
Adele

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