Gestire le emozioni per vivere meglio

Parliamo ancora di intelligenza emotiva. Sì, perché mi è tornato in mente qualcosa che ho letto di recente, e cioè che l’80% del successo nella vita dipende dall’emotività, più che dal quoziente intellettivo.

Le emozioni influenzano il nostro modo di pensare e di agire molto più di quanto sembri, quindi mi pare importante ricordare cosa s’intende per intelligenza emotiva, termine coniato dallo psicologo Daniel Goleman:
– essere consapevoli di ciò che sentiamo,
– comprendere a fondo ciò che sentono gli altri,
– ascoltare davvero gli altri,
– esercitare autocontrollo, saper gestire le emozioni negative,
– sviluppare attitudini interpersonali come empatia, simpatia, rispetto degli altri.
In sostanza, stiamo parlando del modo in cui gestiamo i nostri sentimenti, la relazione con noi stessi e con gli altri, i conflitti.
Ti sei mai chiesto come lo fai tu?
Se sei genitore, tieni presente che il modello di comportamento emotivo di tuo figlio si forma nell’infanzia e quel modello sei tu.
Questo modello si completa verso i 15 anni, ma ad ogni età è possibile cambiare e migliorare il nostro modo di gestire le emozioni, e meno male! Perché le emozioni hanno una grande influenza sui nostri comportamenti, più della logica.
Pensa alle tue abitudini di consumatore. I messaggi pubblicitari puntano a legare un prodotto/servizio a un’emozione e a convincerti che acquistando quel bene ti sentirai in un certo modo: bello, vincente, felice, appagato e così via.
Influenzando pensieri e azioni, le emozioni contribuiscono a determinare anche i nostri risultati. Pensa che il buon rendimento a scuola è legato principalmente alla fiducia in se stessi e all’interesse, e non al bagaglio culturale o alla capacità di leggere e scrivere. E come insegnante, te lo posso confermare.
E poi non è vero che chi ha avuto voti alti a scuola avrà successo nella vita, bensì lo avrà chi crede in sè, chi è capace di entrare in sintonia con gli altri, di intessere relazioni vere e significative, di ascoltare, e di proporsi al meglio di sè, perché conosce i propri punti di forza e non ha paura di valorizzarli.
Insomma, i nostri comportamenti emotivi influenzano parecchio la nostra vita pratica. Non è raro che, nella quotidianità, si provino emozioni che ostacolano la nostra gioia, la nostra creatività, e che ci fanno vivere male anche situazioni che, in sè per sè, non hanno nulla di negativo.
La buona notizia è che possiamo imparare a riprogrammare la nostra emotività, favorendo ciò che ci rende felici: la salute, l’autostima, la padronanza di sè, l’ottimismo.

Se il tuo modo di reagire alla vita non ti piace, puoi cambiarlo!
Sì, perchè le emozioni sono risposte acquisite, che si formano attraverso le nostre esperienze di vita, le interazioni e i rapporti con gli altri.
Personalmente, non sono mai stata una campionessa di fiducia in me stessa e ottimismo, ma negli ultimi anni mi sono accorta di quanto queste doti siano fondamentali per vivere una vita serena, per delineare i propri obiettivi e realizzarli.
Ho capito che si può avere un temperamento malinconico, allegro, timido o spavaldo, ma questo non determina il nostro destino! E’ soltanto la base, flessibile e migliorabile, della nostra struttura emotiva.
E questo vale anche per i nostri figli. Il loro, e il nostro, temperamento ha una base genetica e determina il modo in cui si comincia ad affrontare la vita; rappresenta il nostro modo di comportarci e si rivela nel tempo attraverso la nostra personalità.
Circa il 20% del temperamento di un bambino viene ereditato dai genitori.
Uno studio ha osservato e seguito il comportamento di alcuni neonati, dalla nascita fino ai cinque anni, e ha dimostrato che solo il venti per cento di loro aveva mantenuto le caratteristiche con cui era nato.
Questo significa che per l’80% della popolazione l’impatto della cultura e dell’ambiente è importante tanto quanto il patrimonio genetico.
Il temperamento nasce con noi, ma sono l’educazione ricevuta, la cultura e il nostro rapporto con il mondo che danno vita alle nostre risposte emozionali.
Ci si può allenare alle emozioni positive, anche con semplici accorgimenti. Prima di tutto, rilassarsi per capire cos’è che non va nelle nostre emozioni è fondamentale. Fermarsi un momento a pensare quali sono gli atteggiamenti che ci impediscono di essere sereni, in quali momenti li adottiamo, e con chi.

Magari, mettere per iscritto le nostre riflessioni, per averle chiaramente davanti a noi. Se so di preciso cosa non va, è più semplice capire da dove partire per cambiare le cose.
Se un certo mio modo di comportarmi non mi piace e non mi dà i risultati che desidero nei miei rapporti con gli altri, posso decidere di cambiare. A poco a poco, ma posso farlo.
Per esempio, posso cominciare a farlo visualizzando nella mente il mio cambiamento. Io la definisco “una fantasticata” e la esercito da quando sono ragazzina.
In pratica, ti rilassi, chiudi gli occhi e cominci a immaginare una situazione in cui vorresti trovarti, in cui sai che ti troverai tra breve, o in cui ti sei trovato e che non ti ha soddisfatto. Definisci tutto con cura: l’ambiente, le persone che sono con te, te stesso, fin quasi nei minimi dettagli (abbigliamento, acconciatura, epressione del volto, gesti, movimenti). Senti le parole e cogli il tono di voce con cui vengono pronunciate; osservi l’effetto che le tue parole e il tuo atteggiamento producono sulle persone che sono con te, e fai procedere gli eventi esattamente come vorresti che andassero.
Può diventare un vero e proprio racconto, una visualizzazione di esperienze guidata da te, che puoi modificare a tuo piacimento mentre la immagini. Io, a volte, torno indietro, riavvolgo il nastro e riformulo ciò che non mi convince, finchè non sono soddisfatta 🙂
L’effetto sull’umore è immediato. Mi immagino subito in grado di riprodurre nella realtà quella “me stessa” che ho visto nella mia mente, e che tanto mi piaceva. E, in effetti, si può fare. 
Tutto questo per dire che possiamo lavorare sulla nostra struttura emotiva, e migliorarla per vivere meglio, o per raggiungere un obiettivo particolare.
Cosa fa chi ha successo nella vita, in qualsiasi ambito? Non ha abilità cognitive strabilianti, ma si pone mete realistiche e persevera, fino a raggiungerle.
Se vuoi che tuo figlio abbia successo, è necessario che lo abitui fin da piccolo a questo tipo di comportamento, ed è indispensabile che lo adotti tu stesso, a partire dalle piccole cose…
Per esempio: sei una mamma pigra, timida, con la paura di sbagliare, ma che sotto sotto ha sempre avuto una gran voglia di imparare a…nuotare, ricamare, fare splendide fotografie? Fatti coraggio, iscriviti a un corso, sii costante e poi mostra a tuo figlio il risultato di ciò che hai fatto. Lui sarà fiero di te!
Il tuo destino lo determini tu. Che tu viva nel benessere o che sia pieno di debiti, che abbia vissuto profondi dolori o grandi gioie, è il tuo modo di rispondere alla vita che conta.
Solo tu puoi decidere come reagire a quello che ti capita.
Vediamo tutti i giorni persone che si abbattono per un nonnulla e altre che nel dolore trovano la forza per ricominciare e far nascere qualcosa di nuovo e bello.
Persone che non apprezzano nulla e altre che sanno valorizzare enormemente anche le piccole cose.

Se a tuo figlio saprai dare una struttura emotiva solida, lui sarà capace di reagire con fiducia e forza a quello che gli accadrà, alle sfide inevitabili della vita, e te ne sarà per sempre grato.

Lavora su di lui da subito, anche se ti sembra piccolo e indifeso… quando avrà 14 anni sarà molto più difficile farsi ascoltare e prendere a modello! 😉

a presto

Adele

Foto prese da qui

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