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La rivoluzione della nanna

Lui è “il conorso“, lei è “la giostrina
Lui è quello che l’illustre Winnicott ha definito “oggetto transizionale”. A casa nostra è un orso che, indossando il cappuccio, si traveste da coniglio; da qui il nome “conorso”. 
E’ il compagno della nanna di Fabio da quando è nato e se lo teneva stretto nella carrozzina, ma è anche molto di più. E’ il sostituto della mamma, è la consolazione quando si è tristi, è l’amico che gli è stato vicino nel periodo di ambientamento all’asilo. Ce lo portiamo dappertutto, e guai a dimenticarlo!
Lei, la giostrina, è stata un regalo di carissimi amici ed è subito entrata a far parte del rito della nanna, casalinga e non. Anche lei, come il conorso, è sempre venuta in vacanza e in viaggio con noi, per ricreare l’ambiente di casa.
Bene. Fino a pochissimo tempo fa i due oggetti erano immancabili nel momento nanna, a casa, e, il conorso, anche durante il sonnellino all’asilo.

Poi la notizia. Vado a prendere Fabio, che dimentica il conorso nel suo cassettino e io gli chiedo di andare a prenderlo. “Ah, sai, Adele” mi fa la maestra “oggi non l’ha neanche portato giù a dormire, e se non sbaglio neppure ieri.” “Ah”, faccio io ” e non ha detto  nulla?” “No, no, ha dormito comunque tranquillo”. Alla mia faccia un po’ basita la maestra fa un grande sorriso e mi dice “E’ normale, sta diventando grande!”.

Sì, lo so che è normale, ma mi fa un certo effetto.

Come se non bastasse questo duro colpo, a casa, la sera, arriva la mazzata.
“Accendiamo la giostrina, Fabio?”
“No, mamma, non accenderla, ormai sto diventando grande, non mi serve la giostrina”.
“!!!???”
Ok, come vuoi.

Il fratellino, che dorme nel letto accanto, chiaramente si adegua, ma per lo meno lui al suo doudou ci tiene ancora molto.

Magari mi prenderete per esagerata, ma a me dispiace davvero. Ad ogni modo, me ne farò una ragione.

Per fortuna gli altri aspetti del “rito nanna” per ora reggono: la storia prima di spegnere la luce, poi il ripensare a tutte le cose belle fatte durante la giornata e il desiderio riguardo a ciò che vorremmo sognare. Ultimamente, Fabio dice di voler sognare la piscina, il treno del Polar Express e il castello di sabbia grandissimo fatto l’anno scorso al mare. 

Fino a quando durerà? 😉

A presto,

Adele

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